Oggi ho avuto la conferma che gli st(R)agisti, secondi solamente agli utOnti, hanno una fortuna sfacciata quando si parla di sopravvivenza.
Un nostro cliente ha recentemente cambiato sede e ha acquistato un vecchio, grande stabilimento in disuso nella zona industriale della citta' per spostare la produzione di non-so-cosa-ma-fa-tanto-rumore.
La prima cosa da fare, a livello di networking, e' installare un sistema di access point Ruckus in modo da permettere la navigazione ai pochi utenti presenti. Visto che in questo periodo in azienda c'e' un nuovo st(R)agista appassionato di networking, indovinate un po' chi e' il (sarcasmo) fortunato (/sarcasmo) tecnico che se ne dovra' occupare e che dovra' tirarsi dietro il suddetto st(R)agista?
Dopo un breve tragitto, parlando del piu' e del meno, arriviamo a destinazione.
Nel piccolo ufficio prefabbricato dove dovra' essere installato lo ZoneDirector ci sono una valanga di cavi, pinze, martelli, crimpatrici e un elettricista che avrebbe potuto fare benissimo la controfigura di Schwarzenegger nel primo Terminator o in "Conan, il barbaro" se preferite.
Io: Salve.
Elettricista Gentile ma da non fare Incazzare: Salve.
Io: Siamo venuti per l'installazione degli access point e del sistema di controllo centralizzato.
EGmdnfI: Gli access point potete darli a me. Qua sto finendo di crimpare alcuni cavi di rete poi potete collegare tutto quello che volete.
Io: Perfetto.
Pieni di belle speranze, attendiamo la fine del lavoro di crimpatura e, pochi minuti dopo, l'elettricista
ci lascia la postazione.
EGmdnfI: Una cosa importante.
Io: Dica.
EGmdnfI: Li' (indica la parete accanto a dove dobbiamo lavorare noi) c'e' un quadro elettrico non finito. Fate attenzione a non mettere le mani dentro che devo ancora finire di sistemare una cosa.
st(R)agista: Cosa?
Gia' da questa domanda avrei dovuto capire che qualcosa non tornava ma il mio unico neurone (l'altro e' in ferie, attualmente) era troppo impegnato a fare l'elenco delle cose da fare.
EGmdnfI: Ci sono alcune prese che non funzionano bene. Stiamo ancora verificando.
st(R)agista: Ok.
EGmdnfI se ne va e noi iniziamo a lavorare. O meglio, io inizio a lavorare perche' dopo un minuto mi rendo conto che lo st(R)agista non sta facendo nulla.
Io: Che ne dici di...
La frase mi muore in gola quando vedo lo st(R)agista, fermo, in piedi davanti al quadro elettrico con una mano all'interno intento a smuovere dei fili.
Io: TORNA SUBITO QUA!
st(R)agista: (togliendo le mani come se avesse davvero preso una scossa) Ma...
Io: Ma un gran bel [organo genitale maschile, volgarmente detto]!
st(R)agista: (guardandosi le mani) Ma...
Io: (cercando di recuperare la calma) Oltre al fatto che se ti facevi male erano [sempre organo genitale maschile, questa volta al plurale, sempre volgarmente detto] acidi, mi dici perche' cavolo metti le mani in una cosa non nostra?
st(R)agista: Io pensavo che...
Grave errore. Pensare intendo. In questo soggetto, almeno.
Io: Allora ti faccio una domanda. Se l'elettricista tornava e ti vedeva con le mani la' dentro e dava la colpa a te, e quindi alla nostra azienda, per i problemi che ci sono?
st(R)agista: Secondo me esageri.
Visto che questo e' uno stabilimento in fase di ripristino, magari lo trovo un buco dove infilarlo.
O qualcosa che devono ancora cementare.
Io: Immagino che parli cosi' perche' conosci quell'elettricista. Di persona, intendo.
st(R)agista: Beh, no.
Io: Quindi come fai a sapere come avrebbe reagito? Se ti avesse dato davvero la colpa del problema, tu cosa avresti fatto?
st(R)agista: Ecco... io...
Io: Ecco bravo, prendi gli access point e inizia a tirarli fuori dalle scatole. FUORI da questo ufficio.
Quanto scommettiamo che se avessi messo io le mani in quel quadro elettrico mi sarei preso la 380?
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lunedì 14 gennaio 2013
venerdì 28 dicembre 2012
Il giorno del disastro
Dopo aver dovuto resettare in un modo molto simpatico "il bagaglio" e dopo averlo installato insieme a due tecnici piu' di nome che di fatto, siamo arrivati al giorno dell'utilizzo del sistema wireless.
La situazione e' questa: indicativamente un centinaio di persone dotate di iPhone, iPad, Blackberry e ogni altro strumento portatile possibile e immaginabile dotato di connettivita' wireless devono accedere alla rete per vendere/comprare non so cosa e non mi interessa. Visto che abbiamo testato il sistema e sappiamo che funziona siamo abbastanza tranquilli ma per sicurezza abbiamo dato disponibilita' per risolvere qualunque problema possa presentarsi.
Neanche a dirlo, alle 9 spaccate, cioe' quando questa gente inizia a lavorare, squilla il telefono e la telefonata viene passata a me da una collega con le parole "sono quelli del wireless".
Io: Si?
Tecnico utOnto1: Ciao, qua non funziona nulla.
Io: In che senso "non funziona nulla"?
Tu1: Che non va.
E meno male che questo e' un tecnico.
Io: E' successo qualcosa?
Tu1: E' saltata la luce in tutto lo stabile.
Io: Ed e' tornata vero? (penso) tanto per stare dalla parte del sicuro.
Tu1: Si, certo.
Io: Gli apparati sono accesi?
Tu1: Umh... si.
Io: Tutti?
Tu1: Si, tutti.
Io: Avete staccato qualche cavo o modificato qualcosa nella configurazione?
Tu1: No, assolutamente.
Io: Ok, mi collego da remoto e verifico.
Sfortunatamente, nonostante la VPN creata per l'occasione risulti assolutamente funzionante, la mia connessione va continuamente in timeout.
Io: Non riesco a collegarmi a [bagaglio]. Potresti provare a spegnerlo e riaccenderlo?
Tu1: Un attimo.
Poco dopo...
Tu1: Fatto.
Io: No, ancora non risulta raggiungibile. Faccio qualche prova e ti richiamo.
Provo ogni cosa possibile dal FTP al web passando da SSH e telnet. Niente da fare. Poi, piu' per curiosita', verifico l'elenco degli IP rilasciati dal DHCP e scopro che il bagaglio ne ha preso uno. Sfortunatamente, pero', quel pattume metallico non e' raggiungibile nemmeno utilizzando quest'ultimo IP.
Chiamo il Boss.
Boss: Si?
Io: Problema con il sistema wireless.
Boss: (iniziando ad andare in panico) Cosa?
Io: [bagaglio] non e' piu' raggiungibile.
Boss: Hai provato a farlo riavviare?
Io: Ho provato di tutto.
Boss: Mai che una volta vada bene con quell'affare, vedo. Cosa possiamo fare?
Io: O vado da loro (ndB: un'ora di viaggio minimo solo andata) oppure bypassiamo del tutto il sistema di autenticazione e lasciamo la navigazione libera.
Boss: Navigazione libera. Non possiamo permetterci che stiano senza connessione per un'ora.
Faccio scollegare il bagaglio in modo che il Ruckus vada direttamente in rete e la connettivita' e' ristabilita.
Io: Scusa, per curiosita', potresti attaccare un monitor a [bagaglio], riavviare [bagaglio] e dirmi cosa vedi?
Tu1: Ti mando uno screenshot.
Io: Ok.
Dopo aver ricevuto l'immagine che segue, richiamo il tecnico.
Io: Ho capito qual e' l'errore e da qua non posso farci nulla.
Tu1: Pazienza, l'importante e' che funzioni la connettivita'.
Il giorno seguente, vado dai soggetti per recuperare il bagaglio. Mentre sto impacchettando tutto, Tu2 mi si avvicina.
Tu2: Comunque che sfortuna ieri la luce.
Io: Gia', purtroppo puo' capitare che salti una volta.
Tu2: Una? Magari...
Ucci ucci.
Io: Cioe'?
Tu2: Ma, sai, ieri come ti abbiamo detto e' saltata la luce solo che il gruppo di continuita' non ha retto e si e' spento tutto. Poi la luce e' tornata ed e' andata via dopo pochi secondi. E questo e' successo cinque volte di fila.
Io: Ah.
Domande:
La situazione e' questa: indicativamente un centinaio di persone dotate di iPhone, iPad, Blackberry e ogni altro strumento portatile possibile e immaginabile dotato di connettivita' wireless devono accedere alla rete per vendere/comprare non so cosa e non mi interessa. Visto che abbiamo testato il sistema e sappiamo che funziona siamo abbastanza tranquilli ma per sicurezza abbiamo dato disponibilita' per risolvere qualunque problema possa presentarsi.
Neanche a dirlo, alle 9 spaccate, cioe' quando questa gente inizia a lavorare, squilla il telefono e la telefonata viene passata a me da una collega con le parole "sono quelli del wireless".
Io: Si?
Tecnico utOnto1: Ciao, qua non funziona nulla.
Io: In che senso "non funziona nulla"?
Tu1: Che non va.
E meno male che questo e' un tecnico.
Io: E' successo qualcosa?
Tu1: E' saltata la luce in tutto lo stabile.
Io: Ed e' tornata vero? (penso) tanto per stare dalla parte del sicuro.
Tu1: Si, certo.
Io: Gli apparati sono accesi?
Tu1: Umh... si.
Io: Tutti?
Tu1: Si, tutti.
Io: Avete staccato qualche cavo o modificato qualcosa nella configurazione?
Tu1: No, assolutamente.
Io: Ok, mi collego da remoto e verifico.
Sfortunatamente, nonostante la VPN creata per l'occasione risulti assolutamente funzionante, la mia connessione va continuamente in timeout.
Io: Non riesco a collegarmi a [bagaglio]. Potresti provare a spegnerlo e riaccenderlo?
Tu1: Un attimo.
Poco dopo...
Tu1: Fatto.
Io: No, ancora non risulta raggiungibile. Faccio qualche prova e ti richiamo.
Provo ogni cosa possibile dal FTP al web passando da SSH e telnet. Niente da fare. Poi, piu' per curiosita', verifico l'elenco degli IP rilasciati dal DHCP e scopro che il bagaglio ne ha preso uno. Sfortunatamente, pero', quel pattume metallico non e' raggiungibile nemmeno utilizzando quest'ultimo IP.
Chiamo il Boss.
Boss: Si?
Io: Problema con il sistema wireless.
Boss: (iniziando ad andare in panico) Cosa?
Io: [bagaglio] non e' piu' raggiungibile.
Boss: Hai provato a farlo riavviare?
Io: Ho provato di tutto.
Boss: Mai che una volta vada bene con quell'affare, vedo. Cosa possiamo fare?
Io: O vado da loro (ndB: un'ora di viaggio minimo solo andata) oppure bypassiamo del tutto il sistema di autenticazione e lasciamo la navigazione libera.
Boss: Navigazione libera. Non possiamo permetterci che stiano senza connessione per un'ora.
Faccio scollegare il bagaglio in modo che il Ruckus vada direttamente in rete e la connettivita' e' ristabilita.
Io: Scusa, per curiosita', potresti attaccare un monitor a [bagaglio], riavviare [bagaglio] e dirmi cosa vedi?
Tu1: Ti mando uno screenshot.
Io: Ok.
Dopo aver ricevuto l'immagine che segue, richiamo il tecnico.
Tu1: Pazienza, l'importante e' che funzioni la connettivita'.
Il giorno seguente, vado dai soggetti per recuperare il bagaglio. Mentre sto impacchettando tutto, Tu2 mi si avvicina.
Tu2: Comunque che sfortuna ieri la luce.
Io: Gia', purtroppo puo' capitare che salti una volta.
Tu2: Una? Magari...
Ucci ucci.
Io: Cioe'?
Tu2: Ma, sai, ieri come ti abbiamo detto e' saltata la luce solo che il gruppo di continuita' non ha retto e si e' spento tutto. Poi la luce e' tornata ed e' andata via dopo pochi secondi. E questo e' successo cinque volte di fila.
Io: Ah.
Domande:
- Se vedi che la luce inizia a saltare ogni due secondi, non ti viene il dubbio che magari, dico magari, e' meglio spegnere gli apparati tipo server e simili?
- Perche' il giorno prima non mi hai detto che la luce e' saltata SEI volte? Magari poteva essere un indizio utile visto l'errore dello screenshot che poi mi hai mandato, non ti pare?
lunedì 24 dicembre 2012
Quando dovresti finire in cinque minuti
Se non e' finito il mondo, ci eravamo lasciati venerdi' con io che ho configurato il "bagaglio" per la creazione di un sistema di accesso wireless insieme a Ruckus e alcuni access point.
Oggi e' il giorno dell'installazione quindi io e il Boss siamo partiti allegramente e, fra una chiacchiera e l'altra, siamo arrivati a destinazione.
C'e' da dire che il chilometro circa di strada fatto portando (io) uno scatolone con dentro il bagaglio, il Ruckus Zone Director, tre access point, uno switch a 24 porte e un Watchguard (piu' cavi di alimentazione e trasformatori vari) mi ha fatto bestemmiare non poco ma lasciamo stare.
Sul posto, incontriamo i tecnici del CED. Dico "tecnici del CED" perche' questi tizi si sono presentati come "tecnici" ed erano in un ufficio con la targhetta "CED" sulla porta.
Io: Dove dobbiamo installare il tutto?
Tecnico utOnto1: (indicando un mobile) Qui sopra.
Io: Ok. Boss, procedo?
Boss: Procedi.
Da quando ho aperto lo scatolone a quanto ho collegato l'ultimo filo saranno passati sei, forse sette minuti.
Io: (rivolto al Boss) Finito.
Boss: Perfetto, piazziamo gli access point e poi verifichiamo la copertura.
Tempo dieci minuti scarsi, gli access point sono installati.
Per capire meglio la situazione, dovete sapere che uno solo di questi tre access point e' stato collegato da Tecnico utOnto1 e Tecnico utOnto2, gli altri due li abbiamo montati io e il Boss.
Io: (rivolto al Boss) Testiamo la connettivita'?
Boss: Tu di la', io di qua.
Dopo aver passato tutto l'edificio, ci ritroviamo nell'ingresso per scoprire che l'access point a poca distanza da noi non manda un gran segnale. Dove dovrebbero esserci cinque tacche su cinque, ne abbiamo una. Scarsa.
Io: Umh... strano.
Boss: Puoi collegarti a quell'access point?
Io: Non da qua, posso farlo dal CED visto che e' su una sottorete differente.
Boss: Aspetta (poi, rivolto a Tu1) di sopra e' collegato tutto correttamente?
Tu1: Si, assolutamente.
Io: Tanto per essere sicuri. Siete certi al 100% che sia tutto collegato correttamente?
Tu1: Si.
Boss: Fai un salto nel CED e verifica perche' questo qua non ha segnale. Chiamami quando sei li' che facciamo qualche prova.
Corro nel CED, mi collego all'interfaccia e scopro che l'access point non e' registrato. Le cose sono due:
Io: (penso) E' ora di verificare che vada tutto bene nei collegamenti.
Tempo venti secondi e scopro il primo casino. Anziche' collegare, come avevamo detto, l'access point allo switch, Tu1 e Tu1 l'hanno collegato a un'interfaccia a caso del Watchguard.
Per capire bene l'assurdita' della cosa, vi incollo due immagini. La prima e' lo switch nel quale gli abbiamo chiesto di collegare il cavo, la seconda il Watchguard cioe' un firewall. Posso capire che un normale utOnto/utEnte non capisca la differenza fra i due apparati ma un tecnico di un CED...
Ah, fra l'altro, vorrei sapere perche' se dico "collega il cavo allo switch blu Cisco" uno poi lo collega a un Watchguard rosso.
Io: (penso) Grazie al [organo genitale maschile, volgarmente detto] che non funziona.
Chiamo il Boss.
Io: Penso di aver trovato il problema.
Boss: Sarebbe.
Io: (guardando Tu2 a pochi passi da me) Te lo dico dopo. Intanto mi fai sapere se la situazione e' migliorata?
Boss: Umh... no, sempre uguale.
Io: Qua e' tutto in ordine a livello di cablaggi.
Boss: Non e' che e' saltato l'access point?
Io: Ne dubito MOLTO fortemente.
Boss: Aspetta.
A questo punto il Boss si e' guardato attorno e da buon ex-tecnico qual e', ha subito pensato a una cosa.
Boss: Cambio il loro cavo di rete e ne uso uno dei nostri. Ti richiamo fra qualche minuto.
Io: Ok.
Tempo trenta secondi e vedo l'access point tornare in linea.
Dopo poco, mi richiama il Boss.
Boss: Immagino che ora funziona correttamente visto che qua ho cinque tacche piene.
Io: Gia'.
Boss: Scendi giu' che andiamo via.
Tempo dell'installazione e del collegamento degli access point: 15 minuti circa, diciamo 20 per stare sul largo.
Tempo per capire che i due "tecnici" non sapevano fare il loro lavoro: 1 ora e 30.
E se pensate che sia finita qui dovete leggere quello che e' successo il giorno dopo.
(continua)
Oggi e' il giorno dell'installazione quindi io e il Boss siamo partiti allegramente e, fra una chiacchiera e l'altra, siamo arrivati a destinazione.
C'e' da dire che il chilometro circa di strada fatto portando (io) uno scatolone con dentro il bagaglio, il Ruckus Zone Director, tre access point, uno switch a 24 porte e un Watchguard (piu' cavi di alimentazione e trasformatori vari) mi ha fatto bestemmiare non poco ma lasciamo stare.
Sul posto, incontriamo i tecnici del CED. Dico "tecnici del CED" perche' questi tizi si sono presentati come "tecnici" ed erano in un ufficio con la targhetta "CED" sulla porta.
Io: Dove dobbiamo installare il tutto?
Tecnico utOnto1: (indicando un mobile) Qui sopra.
Io: Ok. Boss, procedo?
Boss: Procedi.
Da quando ho aperto lo scatolone a quanto ho collegato l'ultimo filo saranno passati sei, forse sette minuti.
Io: (rivolto al Boss) Finito.
Boss: Perfetto, piazziamo gli access point e poi verifichiamo la copertura.
Tempo dieci minuti scarsi, gli access point sono installati.
Per capire meglio la situazione, dovete sapere che uno solo di questi tre access point e' stato collegato da Tecnico utOnto1 e Tecnico utOnto2, gli altri due li abbiamo montati io e il Boss.
Io: (rivolto al Boss) Testiamo la connettivita'?
Boss: Tu di la', io di qua.
Dopo aver passato tutto l'edificio, ci ritroviamo nell'ingresso per scoprire che l'access point a poca distanza da noi non manda un gran segnale. Dove dovrebbero esserci cinque tacche su cinque, ne abbiamo una. Scarsa.
Io: Umh... strano.
Boss: Puoi collegarti a quell'access point?
Io: Non da qua, posso farlo dal CED visto che e' su una sottorete differente.
Boss: Aspetta (poi, rivolto a Tu1) di sopra e' collegato tutto correttamente?
Tu1: Si, assolutamente.
Io: Tanto per essere sicuri. Siete certi al 100% che sia tutto collegato correttamente?
Tu1: Si.
Boss: Fai un salto nel CED e verifica perche' questo qua non ha segnale. Chiamami quando sei li' che facciamo qualche prova.
Corro nel CED, mi collego all'interfaccia e scopro che l'access point non e' registrato. Le cose sono due:
- Si e' bruciato nel tragitto per venire qui (visto che funzionava perfettamente in ufficio);
- C'e' qualcosa che non va nel collegamento fatto dai tecnici.
Io: (penso) E' ora di verificare che vada tutto bene nei collegamenti.
Tempo venti secondi e scopro il primo casino. Anziche' collegare, come avevamo detto, l'access point allo switch, Tu1 e Tu1 l'hanno collegato a un'interfaccia a caso del Watchguard.
Per capire bene l'assurdita' della cosa, vi incollo due immagini. La prima e' lo switch nel quale gli abbiamo chiesto di collegare il cavo, la seconda il Watchguard cioe' un firewall. Posso capire che un normale utOnto/utEnte non capisca la differenza fra i due apparati ma un tecnico di un CED...
Ah, fra l'altro, vorrei sapere perche' se dico "collega il cavo allo switch blu Cisco" uno poi lo collega a un Watchguard rosso.
Io: (penso) Grazie al [organo genitale maschile, volgarmente detto] che non funziona.
Chiamo il Boss.
Io: Penso di aver trovato il problema.
Boss: Sarebbe.
Io: (guardando Tu2 a pochi passi da me) Te lo dico dopo. Intanto mi fai sapere se la situazione e' migliorata?
Boss: Umh... no, sempre uguale.
Io: Qua e' tutto in ordine a livello di cablaggi.
Boss: Non e' che e' saltato l'access point?
Io: Ne dubito MOLTO fortemente.
Boss: Aspetta.
A questo punto il Boss si e' guardato attorno e da buon ex-tecnico qual e', ha subito pensato a una cosa.
Boss: Cambio il loro cavo di rete e ne uso uno dei nostri. Ti richiamo fra qualche minuto.
Io: Ok.
Tempo trenta secondi e vedo l'access point tornare in linea.
Dopo poco, mi richiama il Boss.
Boss: Immagino che ora funziona correttamente visto che qua ho cinque tacche piene.
Io: Gia'.
Boss: Scendi giu' che andiamo via.
Tempo dell'installazione e del collegamento degli access point: 15 minuti circa, diciamo 20 per stare sul largo.
Tempo per capire che i due "tecnici" non sapevano fare il loro lavoro: 1 ora e 30.
E se pensate che sia finita qui dovete leggere quello che e' successo il giorno dopo.
(continua)
venerdì 21 dicembre 2012
Anche i tecnici piangono
Noto con piacere che oggi dovrebbe esserci la fine del mondo se stiamo a sentire i Maya e direi che, vista la storia che mi appresto a scrivere, non potevo scegliere data migliore.
Si va a iniziare.
Sono le dieci circa di un piovoso mattino di meta' aprile quando il Boss mi chiama a rapporto.
Boss: Hai presente il sistema Ruckus con [sistema non esattamente splendido] che abbiamo usato tempo fa per quella cosa nel teatro?
Io: Si (penso) purtroppo.
Boss: Dovresti rimettere in piedi tutto il sistema, configurarlo esattamente come allora perche' lunedi' prossimo dobbiamo andarlo a reinstallare nello stesso teatro.
Io: Per Ruckus non c'e' problema, per l'altro affare invece non abbiamo configurazioni salvate.
Boss: Come mai?
Io: Perche' quando abbiamo finito sia tu che io lo volevamo usare per il tiro al piattello.
Boss: Ok, cerca di metterci meno tempo possibile.
Pieno di belle speranze (e del biglietto da visita con indirizzo di posta E cellulare del tecnico straniero che fornisce assistenza per quello che d'ora in poi chiamaro' "il bagaglio"), inizio il lavoro.
Lato Ruckus zero problemi. Configuro gli access point, li collego allo Zone Director, imposto altri parametri e verifico che tutto funzioni bene.
Io: (penso) Ottimo, nessun problema. Passiamo al bagaglio.
Collego l'apparato al Ruckus e lo accendo. Ora, in via teorica, questo bagaglio dovrebbe aver tenuto i parametri della volta scorsa (indirizzo IP, login e password tanto per dirne tre).
Si, come no.
Guarda Bitmover, c'e' un drago rosso che sputa fiamme nel cielo.
Apro il browser, provo a collegarmi a [IP del bagaglio] ma mi becco un bel timeout.
Verifico l'indirizzo IP, pulisco la ARP table tanto per stare sul sicuro e rilancio il collegamento ma mi becco nuovamente lo stesso errore.
Io: (penso) Ok, vai col reset.
Piu' facile a dirsi che a farsi considerando che il bagaglio NON HA un pulsante di reset e, accensione a parte, non esistono altre cose da premere quindi le possibilita' sono due:
Il giorno dopo mi arriva la risposta con la (sarcasmo) semplice (/sarcasmo) procedura.
Prima di tutto devo prendere una chiavetta USB da almeno 2 GB quindi la devo formattare con un programma reperibile presso il server FTP dell'azienda. Fatto questo basta scaricare una semplice immaginetta da 1.7GB circa e caricarla sulla chiavetta, sempre mediante lo stesso software. Una volta pronta, basta inserirla nell'apparato, accenderlo e aspettare.
Nulla di complesso.
Guarda Bitmover, il drago rosso di prima e' inseguito da uno d'oro.
Non essendo in ufficio (sono in telelavoro oggi) riporto la procedura a [collega] chiedendo la cortesia di resettare il bagaglio.
Qualche minuto dopo mi arriva la conferma dell'avvenuto reset.
Apro il browser, provo a collegarmi a [IP del bagaglio]e indovinate un po'? Gia', ancora timeout.
Chiamo il collega.
Collega: Si?
Io: Ciao, potresti verificare che quel bagaglio sia collegato correttamente all'interfaccia del firewall?
Collega: Attimo.
Qualche attimo dopo...
Collega: Si, e' collegato.
Io: Strano, se si e' resettato correttamente dovrebbe prendere l'indirizzo IP dal DHCP ma non lo vedo.
Collega: Se vuoi posso provare a resettartelo nuovamente.
Io: Prova ma ci credo poco.
Collega: Anch'io. Ti faccio sapere.
Ovviamente, la procedura e' servita molto poco ragion per cui piglio il treno e mi reco in ufficio (ricordate che oggi dovevo essere in telelavoro, vero?).
Appena arrivo noto subito una cosa che mi fa storcere il naso: il bagaglio NON e' collegato al firewall ma a uno switch che, essendo installato per un test locale, non va da nessuna parte. Questo [collega] lo sa ma probabilmente, essendo preso da dodicimila cose, gli e' passato di mente.
Amen.
Collego il bagaglio correttamente al firewall, lo spengo e lo riaccendo (tanto per stare sul sicuro) e aspetto qualche minuto. Provo a ricollegarmi ma mi becco ancora un timeout.
Io: (penso) Ok, e' il momento di collegare un monitor a questo affare.
Spengo il bagaglio, collego il monitor, accendo il bagaglio.
All'avvio, mi appare un menu' nel quale mi viene richiesto "con quale device voglio fare il boot? Il disco primario o quello USB con dentro l'immagine di reset?".
Provate un po' a indovinare qual e' quello di default?
Dopo aver avviato A MANO dal disco USB, la procedura di reset viene completata correttamente e io posso iniziare (sarcasmo) con tanta gioia e felicita' (/sarcasmo) la configurazione del bagaglio.
Tanto ormai il peggio e' passato.
(continua lunedi'... se oggi non finisce il mondo)
Si va a iniziare.
Sono le dieci circa di un piovoso mattino di meta' aprile quando il Boss mi chiama a rapporto.
Boss: Hai presente il sistema Ruckus con [sistema non esattamente splendido] che abbiamo usato tempo fa per quella cosa nel teatro?
Io: Si (penso) purtroppo.
Boss: Dovresti rimettere in piedi tutto il sistema, configurarlo esattamente come allora perche' lunedi' prossimo dobbiamo andarlo a reinstallare nello stesso teatro.
Io: Per Ruckus non c'e' problema, per l'altro affare invece non abbiamo configurazioni salvate.
Boss: Come mai?
Io: Perche' quando abbiamo finito sia tu che io lo volevamo usare per il tiro al piattello.
Boss: Ok, cerca di metterci meno tempo possibile.
Pieno di belle speranze (e del biglietto da visita con indirizzo di posta E cellulare del tecnico straniero che fornisce assistenza per quello che d'ora in poi chiamaro' "il bagaglio"), inizio il lavoro.
Lato Ruckus zero problemi. Configuro gli access point, li collego allo Zone Director, imposto altri parametri e verifico che tutto funzioni bene.
Io: (penso) Ottimo, nessun problema. Passiamo al bagaglio.
Collego l'apparato al Ruckus e lo accendo. Ora, in via teorica, questo bagaglio dovrebbe aver tenuto i parametri della volta scorsa (indirizzo IP, login e password tanto per dirne tre).
Si, come no.
Guarda Bitmover, c'e' un drago rosso che sputa fiamme nel cielo.
Apro il browser, provo a collegarmi a [IP del bagaglio] ma mi becco un bel timeout.
Verifico l'indirizzo IP, pulisco la ARP table tanto per stare sul sicuro e rilancio il collegamento ma mi becco nuovamente lo stesso errore.
Io: (penso) Ok, vai col reset.
Piu' facile a dirsi che a farsi considerando che il bagaglio NON HA un pulsante di reset e, accensione a parte, non esistono altre cose da premere quindi le possibilita' sono due:
- C'e' un qualche tipo di procedura a me sconosciuta per eseguire il reset;
- Bisogna farlo da dentro l'interfaccia web.
Il giorno dopo mi arriva la risposta con la (sarcasmo) semplice (/sarcasmo) procedura.
Prima di tutto devo prendere una chiavetta USB da almeno 2 GB quindi la devo formattare con un programma reperibile presso il server FTP dell'azienda. Fatto questo basta scaricare una semplice immaginetta da 1.7GB circa e caricarla sulla chiavetta, sempre mediante lo stesso software. Una volta pronta, basta inserirla nell'apparato, accenderlo e aspettare.
Nulla di complesso.
Guarda Bitmover, il drago rosso di prima e' inseguito da uno d'oro.
Non essendo in ufficio (sono in telelavoro oggi) riporto la procedura a [collega] chiedendo la cortesia di resettare il bagaglio.
Qualche minuto dopo mi arriva la conferma dell'avvenuto reset.
Apro il browser, provo a collegarmi a [IP del bagaglio]e indovinate un po'? Gia', ancora timeout.
Chiamo il collega.
Collega: Si?
Io: Ciao, potresti verificare che quel bagaglio sia collegato correttamente all'interfaccia del firewall?
Collega: Attimo.
Qualche attimo dopo...
Collega: Si, e' collegato.
Io: Strano, se si e' resettato correttamente dovrebbe prendere l'indirizzo IP dal DHCP ma non lo vedo.
Collega: Se vuoi posso provare a resettartelo nuovamente.
Io: Prova ma ci credo poco.
Collega: Anch'io. Ti faccio sapere.
Ovviamente, la procedura e' servita molto poco ragion per cui piglio il treno e mi reco in ufficio (ricordate che oggi dovevo essere in telelavoro, vero?).
Appena arrivo noto subito una cosa che mi fa storcere il naso: il bagaglio NON e' collegato al firewall ma a uno switch che, essendo installato per un test locale, non va da nessuna parte. Questo [collega] lo sa ma probabilmente, essendo preso da dodicimila cose, gli e' passato di mente.
Amen.
Collego il bagaglio correttamente al firewall, lo spengo e lo riaccendo (tanto per stare sul sicuro) e aspetto qualche minuto. Provo a ricollegarmi ma mi becco ancora un timeout.
Io: (penso) Ok, e' il momento di collegare un monitor a questo affare.
Spengo il bagaglio, collego il monitor, accendo il bagaglio.
All'avvio, mi appare un menu' nel quale mi viene richiesto "con quale device voglio fare il boot? Il disco primario o quello USB con dentro l'immagine di reset?".
Provate un po' a indovinare qual e' quello di default?
Dopo aver avviato A MANO dal disco USB, la procedura di reset viene completata correttamente e io posso iniziare (sarcasmo) con tanta gioia e felicita' (/sarcasmo) la configurazione del bagaglio.
Tanto ormai il peggio e' passato.
(continua lunedi'... se oggi non finisce il mondo)
lunedì 20 agosto 2012
Un gran bel prodotto
Recentemente, per una manifestazione/convention/riunione o chiamatela come vi pare, abbiamo installato un sistema composto da vari access point wireless collegati a un sistema centrale che doveva fare solamente due cose:
Comunque sia, il Boss mi ha dato un paio di pezzi hardware per fare questa operazione. Il primo e' un sistema davvero interessante (e sono serio) di access point wireless chiamato Ruckus, il secondo e' un apparato per recuperare le informazioni e bloccare la navigazione di cui non faccio il nome che e' meglio.
Su carta doveva essere tutto perfetto.
Su carta.
Ora, questi affari mi sono arrivati fisicamente in mano il venerdi' mattina. Il mercoledi' seguente doveva essere tutto pronto da installare. Qualcuno potrebbe anche dire "quattro giorni sono molti per installare quelle cose" e non avrebbe tutti i torti. In effetti l'installazione sono riuscito a farla senza grossi problemi (volendo escludere qualche bestemmia di tanto in tanto). La cosa pero' che mi piace fare prima di piazzare qualcosa in giro per il mondo e' capirne i difetti. Dei pregi mi interessa molto poco perche' per me "pregio" significa che fa quello che deve fare ma la parte dei difetti, ovvero "ma guarda, un bug", e' quella che ti incasina sempre le cose quindi e' dannatamente meglio sapere vita morte e miracoli.
Chiaramente non c'e' stato il tempo per conoscere questi tre aspetti (vita, morte e miracoli) dell'hardware in questione e quindi abbiamo (hanno) incrociato le dita e abbiamo (hanno) sperato per il meglio. Dico "hanno" non perche' sono pessimista ma perche' conosco Murphy.
Finita la manifestazione, il Boss viene da me.
Boss: Bene, ora che tutto e' filato liscio ho bisogno che mi tiri fuori i log degli utenti registrati.
Io: (penso) "ora che e' filato tutto liscio" e' una pessima frase da pronunciare ad alta voce (dico) Ok.
Dopo pochi minuti, un bel file CSV da 7MB e' pronto per essere stampato. Tanto per non sprecare qualche albero di carta, prima di darlo in pasto alla multifunzione lo invio via mail al Boss per conferma.
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From: [io]
To: Boss
Subject: Log
Body: Dai un'occhiata all'allegato. Ti vanno bene cosi' i log?
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Passano alcuni minuti e mi arriva la sua risposta.
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From: Boss
To: [io]
Subject: Re: Log
Body: Mancano i numeri di telefono, senza quelli siamo nella [roba fetida marrone].
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Inizio la ricerca di questi [parola poco carina] numeri di telefono ma non riesco a trovarli da nessuna parte. Visto che non ho voglia e non posso perdere tempo dietro a questo arnese, invio una mail al supporto tecnico chiedendo informazioni.
E qua iniziano i casini.
Dopo la mia mail parte un tira e molla di telefonate e comunicazioni via posta elettronica durante le quali io cerco di spiegare le nostre necessita' e i tecnici cercano di capire cosa c'e' che non va nel loro fantastico prodotto. Se non avete notato il sarcasmo, vi pregherei di rileggere bene l'ultima frase.
I risultati di questa operazione sono i seguenti:
Mi sbagliero'...
- Bloccare la navigazione agli utenti non registrati;
- In fase di registrazione, chiedere obbligatoriamente quattro dati: nome, cognome, mail e numero di telefono.
Comunque sia, il Boss mi ha dato un paio di pezzi hardware per fare questa operazione. Il primo e' un sistema davvero interessante (e sono serio) di access point wireless chiamato Ruckus, il secondo e' un apparato per recuperare le informazioni e bloccare la navigazione di cui non faccio il nome che e' meglio.
Su carta doveva essere tutto perfetto.
Su carta.
Ora, questi affari mi sono arrivati fisicamente in mano il venerdi' mattina. Il mercoledi' seguente doveva essere tutto pronto da installare. Qualcuno potrebbe anche dire "quattro giorni sono molti per installare quelle cose" e non avrebbe tutti i torti. In effetti l'installazione sono riuscito a farla senza grossi problemi (volendo escludere qualche bestemmia di tanto in tanto). La cosa pero' che mi piace fare prima di piazzare qualcosa in giro per il mondo e' capirne i difetti. Dei pregi mi interessa molto poco perche' per me "pregio" significa che fa quello che deve fare ma la parte dei difetti, ovvero "ma guarda, un bug", e' quella che ti incasina sempre le cose quindi e' dannatamente meglio sapere vita morte e miracoli.
Chiaramente non c'e' stato il tempo per conoscere questi tre aspetti (vita, morte e miracoli) dell'hardware in questione e quindi abbiamo (hanno) incrociato le dita e abbiamo (hanno) sperato per il meglio. Dico "hanno" non perche' sono pessimista ma perche' conosco Murphy.
Finita la manifestazione, il Boss viene da me.
Boss: Bene, ora che tutto e' filato liscio ho bisogno che mi tiri fuori i log degli utenti registrati.
Io: (penso) "ora che e' filato tutto liscio" e' una pessima frase da pronunciare ad alta voce (dico) Ok.
Dopo pochi minuti, un bel file CSV da 7MB e' pronto per essere stampato. Tanto per non sprecare qualche albero di carta, prima di darlo in pasto alla multifunzione lo invio via mail al Boss per conferma.
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From: [io]
To: Boss
Subject: Log
Body: Dai un'occhiata all'allegato. Ti vanno bene cosi' i log?
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Passano alcuni minuti e mi arriva la sua risposta.
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From: Boss
To: [io]
Subject: Re: Log
Body: Mancano i numeri di telefono, senza quelli siamo nella [roba fetida marrone].
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Inizio la ricerca di questi [parola poco carina] numeri di telefono ma non riesco a trovarli da nessuna parte. Visto che non ho voglia e non posso perdere tempo dietro a questo arnese, invio una mail al supporto tecnico chiedendo informazioni.
E qua iniziano i casini.
Dopo la mia mail parte un tira e molla di telefonate e comunicazioni via posta elettronica durante le quali io cerco di spiegare le nostre necessita' e i tecnici cercano di capire cosa c'e' che non va nel loro fantastico prodotto. Se non avete notato il sarcasmo, vi pregherei di rileggere bene l'ultima frase.
I risultati di questa operazione sono i seguenti:
- I tecnici, a seguito delle mie segnalazioni durante lo scambio di mail, hanno scoperto tre diversi bug nel software;
- I log del loro arnese non contengono i numeri di telefono e non riescono a capire perche';
- Nemmeno i backup che mi sono fatto "perche' conosco i miei polli" (e fortunatamente, aggiungo, visto che l'affare sega via i log dopo 2 giorni di default senza dire nulla) contengono i suddetti numeri di telefono;
- Dopo una settimana, i tecnici hanno scoperto che nel loro database NON E' PRESENTE (stento a crederci) un campo dove memorizzare i numeri di telefono.
- Inseriva il nome che veniva correttamente salvato nel campo "nome";
- Inseriva il cognome che veniva correttamente salvato nel campo "cognome";
- Inseriva la mail che veniva correttamente salvata nel campo "e-mail";
- Inseriva il numero di telefono che non veniva salvato da nessuna parte.
Mi sbagliero'...
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