Visualizzazione post con etichetta hardware. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hardware. Mostra tutti i post

venerdì 22 febbraio 2013

Organizzazione con la "O" maiuscola

Recentemente, il mio boss ha preso contatti con un'azienda tedesco/danese/quello_che_e' per l'installazione di alcuni router nella nostra zona. La cosa, a parole, dovrebbe essere molto semplice: loro ci chiamano quando hanno bisogno, ci inviano router e configurazione, noi andiamo dal cliente, sostituiamo il router e chiamiamo il supporto tecnico (che parla esclusivamente inglese) per le verifiche del caso.
Sembrerebbe facilissimo. A parole, ovviamente.
Il giorno in cui inizia questa maledetta storia, arrivo in ufficio con due borse sotto gli occhi che sembra non abbia dormito per tre giorni di fila e la prima mail che leggo e' "richiesta di installazione router presso [cliente] il giorno X".
Vado dal boss.

Io: Hai visto la richiesta di [azienda]?
Boss: Si, l'ho letta adesso. Segnati l'appuntamento e aspetta il materiale.
Io: OK.

Due giorni prima dell'appuntamento, (sarcasmo) giusto per avere molto tempo nel caso in cui il router abbia problemi (/sarcasmo) ci arriva un pacco all'interno del quale c'e' l'apparato da installare. La configurazione arriva tramite posta elettronica.
Ora, non so se avete esperienza con il caricamento di una configurazione su un router Cisco ma posso assicurarvi che e' una cosa tremendamente banale.
Carico la configurazione, verifico che si sia caricata correttamente e, tanto per stare sul sicuro (e perche' conosco Murphy), spengo il router e lo riaccendo. Effettivamente, la configurazione e' andata su al primo colpo senza il minimo problema.
Ovviamente, il giorno seguente, cioe' il giorno prima dell'intervento, alle 17:50, arriva una mail in cui ci viene detto che, a causa di un problema sulla linea ADSL del cliente, l'intervento e' annullato. Ci faranno sapere la nuova data.
Passano TRE MESI, alla faccia del "problema sulla linea ADSL" (mi viene da pensare che sia caduto un meteorite sulla centrale telefonica), quando finalmente arriva la nuova richiesta.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno Y. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Non so voi, ma io da una mail del genere capisco che devo prendere il router che abbiamo da tre mesi in sala macchine, caricargli la nuova configurazione e installarlo il giorno Y da [cliente].
Eseguo la procedura ma sfortunatamente il giorno dopo ci arriva un nuovo router.

From: Io
To: Azienda
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, abbiamo caricato la configurazione che ci avete inviato sul router in nostro possesso ma oggi ci e' arrivato un nuovo router. Per evitare problemi, potete dirci quale dei due router e' quello corretto? Cordiali saluti.

Passano dieci minuti e arriva la risposta che, piu' o meno, dice "il nuovo router e' stato un errore, usate quello vecchio". Bon, il lavoro l'ho gia' fatto quindi sono pronto per l'installazione.
Peccato che anche questa volta, il giorno prima dell'intervento, ci arriva una mail in cui ci viene detto che l'intervento e' annullato. Il motivo non e' specificato. Magari questa volta e' DAVVERO caduto un meteorite sulla centrale telefonica.
Passano altre tre settimane senza sentire nessuno. Nel frattempo il router che ci avevano mandato per errore viene rispedito al mittente.
La quarta settimana arriva un'altra mail.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno Z. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Non sono stato solamente io a fare copia-incolla, anche il tizio che ci scrive visto che la mail e' praticamente uguale alla precedente, data a parte. Comunque sia, prendo il router, carico l'ennesima configurazione, verifico e impacchetto tutto.
Il giorno prima dell'intervento, visto cio' che e' successo in passato, butto un occhio alla casella di posta piu' spesso del normale e infatti...

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, annulliamo completamente l'installazione del router Cisco. Cordiali saluti.

Inizio a pensare che questa azienda abbia GROSSI problemi di comunicazione fra i propri dipendenti o fra i dipendenti e i clienti ma saro' io che penso sempre male.
Vado dal Boss.

Io: Impacchetto tutto e spedisco al mittente?
Boss: Umh... aspettiamo ancora qualche giorno. Non si sa mai.

Due giorni dopo arriva l'ennesima mail e questa volta inizio SERIAMENTE a pensare che ci stiano prendendo per il [parte anatomica umana destinata all'eliminazione dei rifiuti corporei in forma solita, volgarmente detta].

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno K. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Sfortunatamente, il giorno K ho un impegno personale e avevo gia' preso una giornata di permesso. Essendo l'unico in grado di fare questo tipo di intervento, faccio presente la cosa al boss e decidiamo di rimandare.

From: Io
To: Azienda
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, sfortunatamente il giorno K non ci e' possibile intervenire a seguito di impegni gia' programmati presso altri clienti. Potete comunicarci un'altra giornata in cui e' possibile eseguire l'intervento richiesto? Cordiali saluti.

Un'oretta dopo arriva la risposta.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, sinceramente questo spostamento ci crea qualche problema in quanto avevamo gia' organizzato ogni cosa. Per venirvi incontro, pero', possiamo cercare di spostare l'appuntamento al giorno precedente. Fateci sapere se puo' andare bene. Cordiali saluti.

Cioe', fammi capire. Hai rimandato l'intervento TRE volte e tutte e tre le volte il giorno prima e se io ti chiedo di spostarlo perche' ho gia' impegni rompi i [parte dell'organo genitale maschile spesso citata in coppia, volgarmente detta]?
Visto pero' che voglio levarmi sto [organo genitale maschile, volgarmente detto] di intervento, confermo l'appuntamento per il giorno K-1.
Visto che non sono arrivati annullamenti dell'ultimo minuto, il giorno in questione mi reco dal cliente, a un'oretta di macchina da dove lavoro. Questo cliente e' un negozio all'interno di un grosso ipermercato e quando arrivo trovo una commessa piu' o meno sorridente ad attendermi.

Commessa: Salve, la posso aiutare?
Io: Salve, sono [io] di [nome azienda].

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri".

Io: Ehm... Devo fare un intervento alla vostra linea Internet.

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri e ho portato delle caramelle".

Io: Devo cambiare il vostro router.

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri e ho portato delle caramelle ma non te ne daro' neanche una gne gne gne".

Io: Non e' che posso parlare con la titolare?
Commessa: Non c'e' e non e' raggiungibile, purtroppo.

Il che, per me, essendo mattina significa "e' ancora sotto le coperte e la devo svegliare solamente se il negozio e' stato derubato o se sta andando a fuoco".

Io: E lei non sa nulla di questa installazione?
Commessa: No.
Io: Puo' farmi vedere dove ci sono le scatole con le lucette?
Commessa: Certo! Mi segua.

Dopo aver scavalcato scatole, scatoloni e pezzi di ferro che neanche Indiana Jones ai tempi migliori, la commessa mi porta in uno stanzino e mi indica un punto sul soffitto. Io vorrei davvero sapere chi e' quel genio del male che ha installato un router in bilico su una mensola che si sta per staccare a qualcosa tipo quattro metri da terra.
Comunque sia, mi posiziono e preparo tutto il materiale. In teoria dovrei chiamare il supporto tecnico a router sostituito ma visto con chi ho a che fare, decido di chiamarlo subito. E meno male.

Tecnico utOnto: Si?
Io: Salve, sono [io] di [nome ditta]. Sono presso [cliente] in via [dati del cliente]. Devo sostituire l'attuale [marca e modello del vecchio router] con [marca e modello del nuovo router]. Posso procedere?
Tu: Chi ha detto che e' lei?
Io: (penso) Sara' un luuuuuuuuungo intervento.

Procedo a ripetere la rava e la fava.

Tu: Umh... non riesco a trovarvi nell'elenco degli interventi ma ogni tanto succede.
Io: Cosa vuol dire "ogni tanto succede"?!?
Tu: Eh si, ogni tanto capita.
Io: Bello.
Tu: Gia'. Mi puo' ripetere il nome del cliente?
Io: [nome cliente].
Tu: Un attimo... no, non lo trovo. La via?
Io: [via del cliente].
Tu: Un attimo... no, neanche con questi dati l'ho trovato.

A questo punto inizia un tira e molla di trenta (30) minuti con il tecnico nel tentativo di spiegargli dove stra[organo genitale maschile, volgarmente detto] mi trovo e nel frattempo continuo a domandarmi come cavolo si fa a non trovare un proprio cliente in un database. Ponendo ovviamente che questi tizi abbiano un database e non una serie di post-it appiccicati a una lavagna in comune come temo.
Alla fine entrambi ci arrendiamo all'evidenza. Non c'e' verso di risalire al cliente dal nome o da qualunque suo dato, partita IVA inclusa.

Tu: Faccia una cosa, mi dia il numero di telefono a cui si appoggia la linea ADSL.
Io: Non ho idea di quale sia il numero. Io sono un tecnico esterno e non ho nulla a che fare con le linee installate presso [cliente]. C'e' una persona presente ma non so quanto potra' aiutarmi.
Tu: Provi a domandare a questa persona poi mi richiami.

Vado dalla commessa.

Io: Non e' che sa il numero della linea ADSL?
Commessa: Eh?
Io: OK, immagino sia un "no". Avete una linea Internet, giusto?
Commessa: Si.
Io: Questa linea ha un numero telefonico, sa qual e'?

Nota: Si, lo so che potrebbe essere un cavo dati senza alcun numero ma il fatto che questa linea HA un numero ci e' stato confermato (per quanto questo possa valere) dal tizio che ci ha fornito l'incarico. Si, lo stesso tizio che ha rimandato tre volte l'intervento.

Commessa: Posso cercare fra i documenti ma non sono cose che tratto io. In genere lo fa la mia titolare.
Io: Ed e' sempre irraggiungibile, giusto?
Commessa: Eh gia'.
Io: Nel frattempo puo' darmi il numero di telefono del negozio? Magari siamo fortunati (AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH... Ehm...) e la linea si appoggia a questo numero.
Commessa: [numero].

Richiamo il supporto tecnico ma, tanto per cambiare, il numero non compare nel loro elenco.
Riparte il tira e molla e anche questa volta spreco trenta (30) minuti cercando di far trovare alla commessa il numero di telefono e al tempo stesso di farmi confermare dal supporto tecnico che posso sostituire il router.

Tu: Mi spiace ma senza la conferma del numero ADSL non posso farle sostituire il router.

E non ha neanche tutti i torti. Voglio dire, se mi chiamasse un tizio dicendo di essere da un cliente di cui non trovo nessun dato, in un posto che non so dove sia, per cambiare un router su una linea ADSL di cui non ho il numero nel nostro database, qualche dubbio l'avrei anch'io. C'e' anche da dire, pero', che sono questi tizi che ci hanno contattato per eseguire la sostituzione e che sono sempre stati loro a fornirci i dati di questo negozio. Si presume (ceeeeerto) che non ci abbiano fornito dati a caso.

Tu: Facciamo una cosa, la metto in comunicazione con un altro nostro tecnico che dovrebbe essere a conoscenza dell'intervento. Sara' una telefonata a tre. Il tecnico e' indiano.

Per capire bene l'assurdita' della cosa dovete sapere che "sostituire un router" significa, in questo caso, staccare TRE cavi ovvero l'alimentazione, il cavo dell'ADSL e il cavo di rete e collegarli al nuovo router. Fine. Qualcosa tipo un minuto. Scarso.
Quindi, per eseguire questa (sarcasmo) complicata (/sarcasmo) operazione, devo assistere a una telefonata a tre fra me (in Italia), Tecnico utOnto (in Inghilterra) e questo nuovo tecnico (in India). Dopo altri trenta (30) minuti con la commessa che continua a dire "non so nulla" e i due tecnici che ripetono "non possiamo autorizzare l'intervento" decido che e' ora di fare basta.

Io: (rivolto ai due tecnici) Sentite, e' un'ora e mezza che siamo qui senza aver risolto nulla. Io impacchetto tutto e vado via perche' non ha piu' senso continuare a perdere tempo.
Tu: Si, sono d'accordo.
Tecnico Indiano: Si, anch'io. A questo punto programmeremo l'intervento per un'altra data.

Un brivido freddo mi sale lungo la schiena ma magari e' una finestra rimasta aperta.
Sulla strada del ritorno informo il boss che, giustamente, e' abbastanza incazzato considerando che fra andare e tornare ho perso due ore piu' altre due ore circa di intervento.
La perla finale pero' e' stata la mail che ci e' arrivata durante la giornata.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, sono appena venuto a conoscenza del problema che c'e' stato oggi. Mi assumo tutta la responsabilita' in quanto l'intervento era schedulato a [citta'] ma da un altro cliente. Vi faro' sapere quando sara' necessario intervenire nuovamente. Cordiali saluti.

Che altro dire? :)

venerdì 15 febbraio 2013

Benvenuti nel regno della follia

Come ho scritto nel titolo di questo post, vi do il benvenuto nel regno della follia ovvero la mente di un utOnto. Posso capire che la vita di tutti i giorni sia stressante e che questo tizio conosca i PC come io le centrali nucleari ma c'e' un limite a tutto.
Andiamo con ordine.
Sono le dieci circa di una calda, afosa e solare giornata di agosto quando arriva un ticket:

************************
From: utOnto
To: Supporto
Subject: Installazione modem
Body: Devo installare un modem sul mio PC
************************

Tralasciando i saluti che tanto ormai non servono piu' a noi tecnici rudi (inizio a pensare che i vichinghi fossero piu' gentili di questi qua) per un attimo la mia mente e' andata a taaaaaanti anni fa quando ancora i modem fischiavano che era una bellezza (sono serio) e sentir parlare di "ISDN" faceva venire i bridivi di invidia.
Visto che dubito molto fortemente che questo utOnto si sia comprato un modem di questo tipo, sono piu' propenso a credere che stia parlando di un modem ADSL.
Ora, per capire bene la situazione, dovete sapere che questo individuo ha una chiavetta USB aziendale ed e' la sola e unica cosa di cui necessita per collegarsi. Se deve installarsi un modem, ci sono OTTIME probabilita' che sia una cosa sua privata.
Afferro il telefono e chiamo il losco individuo.

utOnto: Si?
Io: Ciao, sono [io] di [nome ditta]. Ti chiamo per il ticket che hai inviato.
utOnto: Certo, collegati pure quando vuoi.
Io: (penso) Ciao anche a te. Tutto bene a casa? No, vero? (dico) Un attimo.

Faccio partire la connessione e dopo parecchio tempo vedo apparire il desktop.

Io: La connessione e' molto lenta. Immagino che non ci sia molto segnale sulla chiavetta.
utOnto: Eh, no. Una tacca solo.
Io: Provero' a eseguire l'intervento ma non ti assicuro nulla. Potresti dirmi marca e modello del modem?
utOnto: [marca pronunciata bene e modello che non c'entra nulla].
Io: Sicuro che non sia [modello pronunciato bene]?
utOnto: Si, quello.
Io: Hai il CD di installazione?
utOnto: Si, l'ho gia' inserito.

Ohibo', che per una volta mi sia andata bene?
Seeeeeeeeeeee.
Guarda Bitmover, c'e' Pacman che ti vuole offrire da bere!

Io: Ottimo. Il modem e' collegato a una porta USB?
utOnto: Si, USB.

Ora, se io domando se "il modem e' collegato a una porta USB" e una persona mi risponde "Si, USB" (ripetendo "USB") io do per scontato che abbia capito la domanda e mi abbia risposto di conseguenza.
Come al solito, la realta' supera di gran lunga la fantasia piu' sfrenata.
Inizio la procedura ma, una volta arrivato all'installazione dei driver, perdo la connessione e il PC, dopo qualche istante, risulta stranamente offline. Richiamo utOnto.

Io: Ciao, ho perso la connessione al tuo PC.
utOnto: Immaginavo, ho visto il PC riavviarsi.
Io: Riavviarsi?
utOnto: Si.
Io: Ok, appena puoi ricollegati che rifaccio la procedura.

Detto fatto, ripeto la procedura ma allo stesso identico punto accade la stessa identica cosa.
Fra l'altro, ricordatevi che avevo una connessione schifosa dove per "schifosa" intendo che quando cliccavo su un pulsante dovevo aspettare, cronometrati, fra i 10 e i 12 secondi prima di veder accadere qualcosa a video.
Chiamo utOnto per l'ennesima volta.

Io: Ciao, si e' riavviato ancora?
utOnto: Si.
Io: Ok, ricollegati che provo l'ultima volta.

Devo dirvi cos'e' successo?
All'ennesimo crash, richiamo il soggetto.

Io: Ciao, ho riprovato ancora ma a quanto pare c'e' qualcosa che non va. Il PC continua a riavviarsi prima di terminare l'installazione del modem USB.
utOnto: Non e' USB, e' collegato con il cavo di rete.
Io: ...
utOnto: Pronto? Ci sei?
Io: Si, ci sono. Mi dici perche' prima, quando ti ho chiesto se il modem era USB, tu hai risposto "si, USB"?
utOnto: Beh, ecco... sbidiguda, scappellamento a destra... come se fosse... prematurata la supercazzola... disturbi sulla linea...
Io: Certo, certo.
utOnto: Quindi? Cosa possiamo fare?

Adoro quando usano il plurale.

Io: Hai due possibilita'. O trovi un posto dove ci sia un buon segnale con la tua chiavetta, e per buono intendo il massimo delle tacche (penso) tanto per mettere le mani avanti (dico) oppure porti computer e modem in azienda alla prima occasione e vedo di configurartelo di persona.
utOnto: D'accordo, ti faro' sapere.

Tralasciando il fatto che l'installazione crashava il PC e lo riavviava semplicemente perche' veniva selezionato "collegamento USB" anziche' "collegamento ETH", vorrei davvero sapere perche' se uno domanda una cosa e ottiene una risposta deve mettere in dubbio che sia davvero cosi'.
Benvenuti nel regno della follia.

venerdì 25 gennaio 2013

Ma proprio non puoi?

Se c'e' una cosa che davvero mi sta sulle scatole e' quando una persona mi chiede una cosa, io rispondo e la stessa persona subito dopo mi domanda se sono sicuro come se rispondessi a [organo genitale maschile, volgarmente detto] di cane ogni volta che apro bocca.
Oggi, un'utOnta che mi sta particolarmente sulle scatole, mi ha contattato perche' non riesce nell'erculea impresa di riaccendere un router, un firewall e un server. Questo, nonostante ieri sera le abbia spiegato come si fa (ovvero porti il pulsante di ogni apparato da "zero", cioe' spento, a "uno" cioe' acceso).

utOnta: Puoi fare un salto qui?
Io: No, sono da un cliente a 40 km di distanza e non riesco a venire da voi (in realta' sono in telelavoro e la distanza e' anche piu' grande ma fa lo stesso).
utOnta: Non c'e' nessuno che puo' venire?
Io: No, perche' i miei colleghi sono tutti impegnati in altre attivita'.
utOnta: Ma sei proprio sicuro che nessuno possa venire?
Io: (penso) Oh, cavolo si, ora che me l'hai chiesto una seconda volta direi proprio di si. Aspetta che prendo la macchina e arrivo (dico) No, ne dubito molto fortemente.

Penso che sia chiusa li' ma ovviamente mi sbaglio.

utOnta: Senti ma com'era quella procedura che mi hai spiegato ieri?

Seriamente, mi dite cosa c'e' di complesso nel portare un pulsante da zero "spento" a uno "acceso"? Se non fosse per il fatto che sono utOnti potrei pensare che vivono nella caverne.

Io: Hai presente l'armadietto dove ci sono le cose che devi accendere? (Che se dico "apparati" va in panico o pensa male).
utOnta: Si.
Io: Bene. La prima cosa da accendere e' il router. E' il "Cisco" (pronunciato com'e' scritto).
utOnta: Come faccio ad accenderlo?
Io: (penso) Calma, calma che fra poco e' finita (dico) Sul retro del router c'e' un pulsante. Adesso e' su zero, cioe' spento. Lo devi portare su uno.
utOnta: Ma sei sicuro?
Io: (penso) No, ti sto prendendo in giro. Se porti l'interruttore del router su uno, tutta Internet, compreso feisbuc, viene cancellata dalla faccia della terra (dico) Si, sono sicuro.
utOnta: Ok, ma come faccio? Mica riesco a vedere dietro cosa c'e' scritto. Dovrei spostare tutto!

Ovviamente, il fatto che se il pulsante e' su zero e tu lo devi portare su uno basta premerlo una volta sfugge completamente alla (mancanza di) intelligenza di questo soggetto.

Io: Se allunghi una mano lo riesci a raggiungere l'interruttore?
utOnta: Si, ma non hai risposto alla mia domanda.
Io: Sposta l'interruttore.
utOnta: Ma...
Io: Assecondami. Sposta l'interruttore nell'unica altra posizione possibile (Hint! Hint!) e dimmi se si accende il router.

Dopo qualche secondo...

utOnta: Si e' acceso.
Io: Ottimo. Ripeti la procedura con il firewall.
utOnta: Qual e' il firewall?
Io: Quello rosso (penso) che se ti dico "Watchguard" rischi di non trovarlo nonostante sia l'unico apparato rosso li' dentro.

E anche il firewall si accende.

utOnta: E ora?
Io: Il server e' piu' semplice (ahahahahahahahhahahah... ehm). Davanti hai un pulsante. Premilo e si accende.
utOnta: Davanti non c'e' nessun pulsante.
Io: Quello tondo, nero, al centro lo vedi?
utOnta: Si ma non si schiaccia.

E gia' siamo passati da "nessun pulsante" a "non si schiaccia".

Io: La cosa mi sembra molto strana (penso) o meglio, a dir poco impossibile.
utOnta: Guarda, sto provando ora.

Guardare al telefono e' dura ma lasciamo stare.

Io: Su quel server c'e' solamente un pulsante da premere che e' quello nero che ti dic...
utOnta: (Interrompendomi) Con firewall e router Internet funziona?
Io: Beh, si ma non avete accesso ai documenti aziendali.
utOnta: Sopravviveremo. Venite appena possibile.

E butta giu'.
Le prime due domande che mi sono venute in mente sono state:
  1. Come puo' un essere pensante non trovare un pulsante nero al centro di un case?
  2. Come puo' un essere pensante arrivare a chiedere l'intervento di un tecnico per premere quel [parola poco carina] pulsante?
Poi mi sono ricordato con chi ho a che fare e ho lasciato perdere. E' bello pero' sapere che puo' esplodere tutta l'azienda, purche' Internet (aka feisbuc) sia raggiungibile.

lunedì 14 gennaio 2013

Prima regola: tenere le mani a posto

Oggi ho avuto la conferma che gli st(R)agisti, secondi solamente agli utOnti, hanno una fortuna sfacciata quando si parla di sopravvivenza.
Un nostro cliente ha recentemente cambiato sede e ha acquistato un vecchio, grande stabilimento in disuso nella zona industriale della citta' per spostare la produzione di non-so-cosa-ma-fa-tanto-rumore.
La prima cosa da fare, a livello di networking, e' installare un sistema di access point Ruckus in modo da permettere la navigazione ai pochi utenti presenti. Visto che in questo periodo in azienda c'e' un nuovo st(R)agista appassionato di networking, indovinate un po' chi e' il (sarcasmo) fortunato (/sarcasmo) tecnico che se ne dovra' occupare e che dovra' tirarsi dietro il suddetto st(R)agista?
Dopo un breve tragitto, parlando del piu' e del meno, arriviamo a destinazione.
Nel piccolo ufficio prefabbricato dove dovra' essere installato lo ZoneDirector ci sono una valanga di cavi, pinze, martelli, crimpatrici e un elettricista che avrebbe potuto fare benissimo la controfigura di Schwarzenegger nel primo Terminator o in "Conan, il barbaro" se preferite.

Io: Salve.
Elettricista Gentile ma da non fare Incazzare: Salve.
Io: Siamo venuti per l'installazione degli access point e del sistema di controllo centralizzato.
EGmdnfI: Gli access point potete darli a me. Qua sto finendo di crimpare alcuni cavi di rete poi potete collegare tutto quello che volete.
Io: Perfetto.

Pieni di belle speranze, attendiamo la fine del lavoro di crimpatura e, pochi minuti dopo, l'elettricista
ci lascia la postazione.

EGmdnfI: Una cosa importante.
Io: Dica.
EGmdnfI: Li' (indica la parete accanto a dove dobbiamo lavorare noi) c'e' un quadro elettrico non finito. Fate attenzione a non mettere le mani dentro che devo ancora finire di sistemare una cosa.
st(R)agista: Cosa?

Gia' da questa domanda avrei dovuto capire che qualcosa non tornava ma il mio unico neurone (l'altro e' in ferie, attualmente) era troppo impegnato a fare l'elenco delle cose da fare.

EGmdnfI: Ci sono alcune prese che non funzionano bene. Stiamo ancora verificando.
st(R)agista: Ok.

EGmdnfI se ne va e noi iniziamo a lavorare. O meglio, io inizio a lavorare perche' dopo un minuto mi rendo conto che lo st(R)agista non sta facendo nulla.

Io: Che ne dici di...

La frase mi muore in gola quando vedo lo st(R)agista, fermo, in piedi davanti al quadro elettrico con una mano all'interno intento a smuovere dei fili.

Io: TORNA SUBITO QUA!
st(R)agista: (togliendo le mani come se avesse davvero preso una scossa) Ma...
Io: Ma un gran bel [organo genitale maschile, volgarmente detto]!
st(R)agista: (guardandosi le mani) Ma...
Io: (cercando di recuperare la calma) Oltre al fatto che se ti facevi male erano [sempre organo genitale maschile, questa volta al plurale, sempre volgarmente detto] acidi, mi dici perche' cavolo metti le mani in una cosa non nostra?
st(R)agista: Io pensavo che...

Grave errore. Pensare intendo. In questo soggetto, almeno.

Io: Allora ti faccio una domanda. Se l'elettricista tornava e ti vedeva con le mani la' dentro e dava la colpa a te, e quindi alla nostra azienda, per i problemi che ci sono?
st(R)agista: Secondo me esageri.

Visto che questo e' uno stabilimento in fase di ripristino, magari lo trovo un buco dove infilarlo.
O qualcosa che devono ancora cementare.

Io: Immagino che parli cosi' perche' conosci quell'elettricista. Di persona, intendo.
st(R)agista: Beh, no.
Io: Quindi come fai a sapere come avrebbe reagito? Se ti avesse dato davvero la colpa del problema, tu cosa avresti fatto?
st(R)agista: Ecco... io...
Io: Ecco bravo, prendi gli access point e inizia a tirarli fuori dalle scatole. FUORI da questo ufficio.

Quanto scommettiamo che se avessi messo io le mani in quel quadro elettrico mi sarei preso la 380?

lunedì 24 dicembre 2012

Quando dovresti finire in cinque minuti

Se non e' finito il mondo, ci eravamo lasciati venerdi' con io che ho configurato il "bagaglio" per la creazione di un sistema di accesso wireless insieme a Ruckus e alcuni access point.
Oggi e' il giorno dell'installazione quindi io e il Boss siamo partiti allegramente e, fra una chiacchiera e l'altra, siamo arrivati a destinazione.
C'e' da dire che il chilometro circa di strada fatto portando (io) uno scatolone con dentro il bagaglio, il Ruckus Zone Director, tre access point, uno switch a 24 porte e un Watchguard (piu' cavi di alimentazione e trasformatori vari) mi ha fatto bestemmiare non poco ma lasciamo stare.
Sul posto, incontriamo i tecnici del CED. Dico "tecnici del CED" perche' questi tizi si sono presentati come "tecnici" ed erano in un ufficio con la targhetta "CED" sulla porta.

Io: Dove dobbiamo installare il tutto?
Tecnico utOnto1: (indicando un mobile) Qui sopra.
Io: Ok. Boss, procedo?
Boss: Procedi.

Da quando ho aperto lo scatolone a quanto ho collegato l'ultimo filo saranno passati sei, forse sette minuti.

Io: (rivolto al Boss) Finito.
Boss: Perfetto, piazziamo gli access point e poi verifichiamo la copertura.

Tempo dieci minuti scarsi, gli access point sono installati.
Per capire meglio la situazione, dovete sapere che uno solo di questi tre access point e' stato collegato da Tecnico utOnto1 e Tecnico utOnto2, gli altri due li abbiamo montati io e il Boss.

Io: (rivolto al Boss) Testiamo la connettivita'?
Boss: Tu di la', io di qua.

Dopo aver passato tutto l'edificio, ci ritroviamo nell'ingresso per scoprire che l'access point a poca distanza da noi non manda un gran segnale. Dove dovrebbero esserci cinque tacche su cinque, ne abbiamo una. Scarsa.

Io: Umh... strano.
Boss: Puoi collegarti a quell'access point?
Io: Non da qua, posso farlo dal CED visto che e' su una sottorete differente.
Boss: Aspetta (poi, rivolto a Tu1) di sopra e' collegato tutto correttamente?
Tu1: Si, assolutamente.
Io: Tanto per essere sicuri. Siete certi al 100% che sia tutto collegato correttamente?
Tu1: Si.
Boss: Fai un salto nel CED e verifica perche' questo qua non ha segnale. Chiamami quando sei li' che facciamo qualche prova.

Corro nel CED, mi collego all'interfaccia e scopro che l'access point non e' registrato. Le cose sono due:
  1. Si e' bruciato nel tragitto per venire qui (visto che funzionava perfettamente in ufficio);
  2. C'e' qualcosa che non va nel collegamento fatto dai tecnici.
Tirate a indovinare.

Io: (penso) E' ora di verificare che vada tutto bene nei collegamenti.

Tempo venti secondi e scopro il primo casino. Anziche' collegare, come avevamo detto, l'access point allo switch, Tu1 e Tu1 l'hanno collegato a un'interfaccia a caso del Watchguard.
Per capire bene l'assurdita' della cosa, vi incollo due immagini. La prima e' lo switch nel quale gli abbiamo chiesto di collegare il cavo, la seconda il Watchguard cioe' un firewall. Posso capire che un normale utOnto/utEnte non capisca la differenza fra i due apparati ma un tecnico di un CED...
Ah, fra l'altro, vorrei sapere perche' se dico "collega il cavo allo switch blu Cisco" uno poi lo collega a un Watchguard rosso.


























Io: (penso) Grazie al [organo genitale maschile, volgarmente detto] che non funziona.

Chiamo il Boss.

Io: Penso di aver trovato il problema.
Boss: Sarebbe.
Io: (guardando Tu2 a pochi passi da me) Te lo dico dopo. Intanto mi fai sapere se la situazione e' migliorata?
Boss: Umh... no, sempre uguale.
Io: Qua e' tutto in ordine a livello di cablaggi.
Boss: Non e' che e' saltato l'access point?
Io: Ne dubito MOLTO fortemente.
Boss: Aspetta.

A questo punto il Boss si e' guardato attorno e da buon ex-tecnico qual e', ha subito pensato a una cosa.

Boss: Cambio il loro cavo di rete e ne uso uno dei nostri. Ti richiamo fra qualche minuto.
Io: Ok.

Tempo trenta secondi e vedo l'access point tornare in linea.
Dopo poco, mi richiama il Boss.

Boss: Immagino che ora funziona correttamente visto che qua ho cinque tacche piene.
Io: Gia'.
Boss: Scendi giu' che andiamo via.


Tempo dell'installazione e del collegamento degli access point: 15 minuti circa, diciamo 20 per stare sul largo.
Tempo per capire che i due "tecnici" non sapevano fare il loro lavoro: 1 ora e 30.
E se pensate che sia finita qui dovete leggere quello che e' successo il giorno dopo.

(continua)

lunedì 17 dicembre 2012

E' piu' forte di loro

Io non so piu' cosa pensare delle persone con cui ho a che fare. Sembra che piu' passa il tempo piu' l'intelligenza sfugga, tipo virus, al loro controllo. Il problema e' che questa intelligenza fuggente non infetta altre persone ma scappa e basta.
E' un piovoso pomeriggio di inizio aprile quando squilla il telefono.

Io: Buonasera, sono [io] di [nome ditta].
utOnta: Ciao, sono [utOnta]. Abbiamo un problema con il gruppo di continuita'.
Io: Del tipo?
utOnta: E' gia' da una ventina di minuti che sta facendo dei "beep" e non vuole smettere. Sta diventando un po' fastidioso.

Visto che questo cliente ha tutto in un openspace, server e UPS compresi, non ne dubito.

Io: Potresti controllare che la spina della corrente del gruppo di continuita' sia collegata bene al muro?
utOnta: Si, ci ho gia' guardato.
Io: Potresti fare un altro controllo, giusto per stare sul sicuro (penso) e visto che conosco i miei polli.
utOnta: Un attimo.

Qualche attimo dopo...

utOnta: E' collegata bene.
Io: Per come la vedo io puoi risolvere in due modi. Il primo e' che tieni la situazione cosi' come sta, suono incluso, finche' non ti mandiamo una batteria in sostituzione. Considera che la batteria e' da ordinare e non penso che prima di quattro, cinque giorni riusciamo ad averla.
utOnta: E la seconda soluzione?
Io: Questa e' un po' piu' complessa dal punto di vista tecnico. Si tratterebbe di staccare il gruppo di continuita' e collegare tutte i cavi elettrici direttamente al muro.
utOnta: Vada per questa.
Io: Ti e' chiara la procedura? Vuoi per sicurezza che ti rispieghi qualcosa?
utOnta: No, no. Chiarissimo.
Io: Vuoi che ti segua passo passo mentre lo fai?
utOnta: No, non c'e' bisogno.
Io: Ricorda, quando stacchi il gruppo di continuita', di spegnerlo dal pulsante anteriore altrimenti continua a suonare finche' dura la batteria.
utOnta: Ok.

Dopo circa un'oretta, durante la quale non sento nessuno, decido che e' il caso di sentire come va.

Io: Ciao, ti chiamo per il gruppo di continuita'.
utOnta: Fatto. Abbiamo staccato il gruppo e collegato i cavi.
Io: Perfetto. Alla prima occasione se ci fate avere il gruppo (questa azienda e' a circa 250km da noi quindi non esattamente "a portata di mano") gli diamo un'occhiata.
utOnta: D'accordo.

Ingenuamente, penso sia finita li' ma dopo un'altra oretta il nostro sistema di monitoraggio ci avverte che tutta l'azienda e' andata fuori linea.
Per tagliare la testa al toro, chiamo la titolare - che chiamero' utOnta Titolare - direttamente al cellulare aziendale.

uT: Si?
Io: Ciao, sono [io] di [nome ditta]. Ti chiamo perche' il nostro sistema di monitoraggio ha rilevato tutti i PC fuori linea.
uT: Si, qua si e' spento tutto. Se puo' esserti utile, pero', sappi che c'e' un temporale molto forte. Il gruppo di continuita' ha continuato a suonare per un po' poi si e' spento e insieme a lui si e' spento tutto il resto.
Io: Cosa vuol dire "insieme a lui"? Non avete scollegato il gruppo di continuita' e collegato i cavi degli apparati al muro?
uT: No, abbiamo staccato la spina del gruppo di continuita' dal muro.
Io: E basta?
uT: Si.

Ecco, cosa dovrei dire ora? Questi due scienziati, nonostante quello che avevo detto, hanno semplicemente staccato la spina del gruppo di continuita' dal muro e visto che tanto stava facendo dei "beep", non hanno notato, ovviamente, la differenza.

Io: Facciamo una cosa, ricolleghiamo tutto quanto com'era prima (penso) cosa difficilissima visto che c'e' da inserire un cavo nella presa nel muro (dico) e vediamo se si riprende.
uT: Un attimo.

Alcuni minuti dopo, Odino solo sa perche' e' servito tutto questo tempo per collegare UN cavo in UNA presa elettrica in un muro, uT torna al telefono.

uT: Fatto. Fra l'altro e' strano ma ora il gruppo non emette piu' suoni.
Io: Meglio cosi'.

Ma perche' spreco tempo a far controllare DUE VOLTE che un dannato cavo elettrico sia collegato a una stramaledetta presa in un cavolo di muro?

venerdì 30 novembre 2012

Prontezza di riflessi

Non pretendo che tutti gli utOnti con cui ho a che fare siano agili e scattanti ma ho idea che il cervello dell'utOnta con cui ho appena parlato sia rimasto a dormire sotto le coperte oggi.
Questa mattina sono stato contattato dalla suddetta utOnta per un problema all'avvio del PC: praticamente una volta ogni tre avvii, quando preme CTRL-ALT-CANC per inserire la password, il PC si blocca miseramente e l'unico modo per tornare a lavorare e' riavviarlo brutalmente.
Dopo alcune prove e verifiche, sono arrivato alla conclusione che e' meglio lanciare uno scandisk sul disco fisso. Visto che stiamo parlando del disco principale dove gira il sistema operativo (quindi occorre programmare l'operazione perche' venga eseguita al riavvio del computer), l'unico modo per farlo e' durante la pausa pranzo.
Alle 12:30 mi collego, programmo lo scandisk, chiudo quei venti-trenta programmi lasciati "inavvertitamente" aperti dall'utOnta nonostante le abbia detto "chiudi tutti i programmi" e riavvio il PC.
Fast forward alle 14:30 quando squilla il telefono.

Io: Buongiorno, sono [io] di [nome ditta].
utOnta: Ciao, ho il monitor blu. Cosa faccio?

Sono stato tentato di risponderle "ho un calzino grigio, cosa mi suggerisci?" pero' sapevo (s)fortunatamente cosa intendeva l'utOnta quindi ho evitato.

Io: Bisogna che spegni il PC dal tasto sul case perche' temo si sia bloccato. Spero piu' che altro che la scansione del disco sia gia' stata fatta altrimenti bisogna che stai pronta ad annullarla, ok?
utOnta: Ok.
Io: Per annullarla devi premere il tasto "ESC".
utOnta: Si, ok.
Io: Bene.

Passano dieci secondi...

utOnta: Umh...
Io: Che c'e'?
utOnta: C'e' una scritta strana. Dice qualcosa del tipo "il computer non si e' riavviato correttamente".
Io: C'e' l'opzione "avvia normalmente" o qualcosa del genere?
utOnta: Si.
Io: Selezionala e stai pronta ad annullare con il tasto "ESC" la scansione del disco nel caso te lo chieda.
utOnta: Ok.

Passano alcuni secondi...

Io: Ti ha chiesto della scansione del disco?
utOnta: Ancora no.
Io: Ok, comunque pronta con il tasto "ESC".

Passa un'altra manciata di secondi...

utOnta: Mi chiede se voglio annullare una scansione di qualcosa, cosa faccio?
Io: ESC!
utOnta: Ah, troppo tardi.
Io: (sospirando) Spegni e riaccendi il PC dal tasto sul case. Al prossimo riavvio premi il tasto "ESC" quando ti chiede di annullare la scansione.
utOnta: D'accordo.

Temo che siano finiti i (sarcasmo) bei tempi (/sarcasmo) in cui bastava dirlo quattro volte nel giro di pochi minuti...

venerdì 14 settembre 2012

Una gabbia di matti

Non ricordo se ne ho mai parlato ma odio profondamente i dispositivi Blackberry. Non per il dispositivo, che e' sicuramente un buon cellulare, ma per gli utOnti che li manovrano.
Gli utOnti che lavorano presso un nostro cliente sembrano essere particolarmente affezionati a questo arnese, specialmente quando c'e' da trovare un metodo nuovo e innovativo per incasinarlo.
Sono le 9 di mattina quando mi arriva una richiesta via mail.


***********************
From: utOnto
To: Supporto Tecnico
Subject: Blackberry
Body: Ciao, ho accidentalmente aggiornato il Blackberry cancellando per errore tutti i dati al suo interno. E' possibile ripristinarlo?
***********************

Evito di discutere su come sia possibile aggiornare "accidentalmente" un cellulare e procedo a chiamare lo stordito.

utOnto: Si?
Io: Ciao, sono [io] di [nome ditta]. Ti chiamo per il ticket che hai aperto.
utOnto: E' possibile recuperare i dati?
Io: (penso) Buongiorno, buonasera, come stai, tutto bene a casa? No, vero? (dico) Posta, calendario e note varie si. Posso chiederti una cosa?
utOnto: Dimmi.
Io: Come mai hai aggiornato il cellulare? Come mai lo hai aggiornato nonostante il nostro consiglio di non farlo in autonomia, intendo dire.
utOnto: Ehm...
Io: Ho capito, lasciamo stare. Dieci minuti e faccio un salto da voi se ti va bene come orario.
utOnto: Si, perfetto.
Io: Ok, a fra poco.

Dopo aver recuperato la mia fida borsa da tecnico IT, mi reco dal cliente e vado nell'ufficio di utOnto.

utOnto: Ciao, questo e' il cellulare.
Io: Ciao, hai anche il cavetto di collegamento USB?
utOnto: (passandomi il cavetto) Si, eccolo.
Io: Ok, dammi una decina di minuti.
utOnto: Bene, io mi faccio un caffe' allora.

E così mi metto a lavorare per ripristinare i dati che il soggetto ha "accidentalmente" cancellato.
Poco dopo, utOnto fa il suo ritorno.

utOnto: (mescolando il caffe') Mi e' venuta in mente una cosa.
Io: Dimmi.
utOnto: Puoi ripristinare i salvataggi dei giochi? Sai, e' per mio figlio.

Alzo gli occhi dal dispositivo, guardo utOnto e sorrido. Se suo figlio avesse avuto fra le mani questo dispositivo probabilmente si sarebbe fatto un backup conoscendo il padre.

Io: No, mi spiace. Il backup che posso ripristinarti e' dei dati di lavoro. Le informazioni personali sul cellulare aziendale (sottolineando quest'ultima parola) non vengono salvate.
utOnto: (dispiaciuto) Ah, va bene. Se ti avanza tempo magari ripristina anche la posta aziendale.

Evito di far presente che la posta aziendale era fra le prime cose che volevo ripristinare, al contrario dei salvataggi dei giochi, e continuo il lavoro. Qualche minuto dopo, il cellulare e' sincronizzato e funzionante.
Saluto utOnto, esco dall'ufficio e faccio per andare verso l'uscita ma vengo fermato da utOnto Capo. Per dovere di cronaca, sappiate che questo tizio e' particolarmente arrogante.

uC: Gia' che sei qui...

E lascia la frase in sospeso entrando nel suo ufficio. Sono stato MOLTO  tentato di andare via visto che non ha detto un nome che fosse uno (e sa bene come mi chiamo), non si e' degnato di pronunciare un "buongiorno" ed e' sparito nel suo ufficio. Purtroppo la frase "e' il caso di continuare a prendere lo stipendio" ha avuto la meglio e ho seguito il simpaticone nel suo ufficio.

uC: Recentemente sono andato all'estero con il mio Blackberry...
Io: (penso) Notizia assolutamente interessante.
uC: ...solo che non riuscivo a collegarmi a Internet tramite wireless.
Io: (penso) Stasera quasi quasi mi faccio una pizza.
uC: Quindi ho attivato il roaming dei dati...
Io: (penso) Sta venendo fuori il brutto tempo. Mi sa che prima di sera piove.
uC: ...e sono riuscito a navigare in questo modo.
Io: (penso) Aspetta, aspetta! Com'era la ricetta della torta che ho letto questa mattina?
uC: Solamente dopo ho scoperto che, essendo in roaming, le telefonate costavano un sacco di piu'!
Io: (penso) Due uova, trecento ml di latte, il burro poi?
uC: Cosa pensiamo di fare per risolvere il problema?
Io: (riprendendomi dai pensieri) In che senso, scusi?
uC: La telefonata e' costata molto.
Io: Essendo in roaming dall'estero e' normale.
uC: Quindi?
Io: (penso) Ricorda, non puoi insultarlo. Purtroppo (dico) Quindi o ci si collega tramite wireless, dove possibile, oppure tramite il roaming cercando di tenere al minimo la navigazione e limitandosi alle cose essenziali.
uC: Scrivi una guida.

Notare bene che non ha DOMANDATO se potevo scrivere una guida, ha detto "scrivi una guida" punto. Come se fossi un suo dipendente. Purtroppo vale la regola secondo la quale non posso insultare questo tizio come vorrei.

Io: Una guida su?
uC: Su come utilizzare o meno il roaming!

Eh certo, perche' ci vuole la guida per capire che estero piu' roaming uguale costo eccessivo.

Io: Benissimo, la scrivero' in giornata (penso) e segnero' il tempo impiegato, ovviamente.

Saluto questo simpaticone e faccio per uscire ma proprio sull'ingresso, a un passo dalla salvezza, mi ferma utOnto2.

utOnto2: (squadrandomi come se qualcuno mi avesse tirato addosso del fango) Tu prima i capelli corti, poi lunghi poi ancora corti. Una via di mezzo, no?

E se ne va.
Una domanda mi e' sorta spontanea: "cosa stra[organo genitale maschile, volgarmente detto] te ne frega?" poi mi sono ricordato che questo tizio e' lo stesso che mi domando' quando avrei montato l'ascensore. Considerando che sono alcuni mesi che non lo vedo di persona direi che nel frattempo (sarcasmo) e' migliorato parecchio (/sarcasmo).

lunedì 20 agosto 2012

Un gran bel prodotto

Recentemente, per una manifestazione/convention/riunione o chiamatela come vi pare, abbiamo installato un sistema composto da vari access point wireless collegati a un sistema centrale che doveva fare solamente due cose:
  1. Bloccare la navigazione agli utenti non registrati;
  2. In fase di registrazione, chiedere obbligatoriamente quattro dati: nome, cognome, mail e numero di telefono.
Si potrebbe stare a discutere molto sull'utilita' di queste cose visto e considerato che fra i nomi registrati ho trovato "pippo, pluto, pippo@pluto.ppp" ma non vorrei essere io che penso sempre male delle nuove tecnologie e della loro utilita' pratica.
Comunque sia, il Boss mi ha dato un paio di pezzi hardware per fare questa operazione. Il primo e' un sistema davvero interessante (e sono serio) di access point wireless chiamato Ruckus, il secondo e' un apparato per recuperare le informazioni e bloccare la navigazione di cui non faccio il nome che e' meglio.
Su carta doveva essere tutto perfetto.
Su carta.
Ora, questi affari mi sono arrivati fisicamente in mano il venerdi' mattina. Il mercoledi' seguente doveva essere tutto pronto da installare. Qualcuno potrebbe anche dire "quattro giorni sono molti per installare quelle cose" e non avrebbe tutti i torti. In effetti l'installazione sono riuscito a farla senza grossi problemi (volendo escludere qualche bestemmia di tanto in tanto). La cosa pero' che mi piace fare prima di piazzare qualcosa in giro per il mondo e' capirne i difetti. Dei pregi mi interessa molto poco perche' per me "pregio" significa che fa quello che deve fare ma la parte dei difetti, ovvero "ma guarda, un bug", e' quella che ti incasina sempre le cose quindi e' dannatamente meglio sapere vita morte e miracoli.
Chiaramente non c'e' stato il tempo per conoscere questi tre aspetti (vita, morte e miracoli) dell'hardware in questione e quindi abbiamo (hanno) incrociato le dita e abbiamo (hanno) sperato per il meglio. Dico "hanno" non perche' sono pessimista ma perche' conosco Murphy.
Finita la manifestazione, il Boss viene da me.

Boss: Bene, ora che tutto e' filato liscio ho bisogno che mi tiri fuori i log degli utenti registrati.
Io: (penso) "ora che e' filato tutto liscio" e' una pessima frase da pronunciare ad alta voce (dico) Ok.

Dopo pochi minuti, un bel file CSV da 7MB e' pronto per essere stampato. Tanto per non sprecare qualche albero di carta, prima di darlo in pasto alla multifunzione lo invio via mail al Boss per conferma.

*************************************
From: [io]
To: Boss
Subject: Log
Body: Dai un'occhiata all'allegato. Ti vanno bene cosi' i log?
*************************************

Passano alcuni minuti e mi arriva la sua risposta.

*************************************
From: Boss
To: [io]
Subject: Re: Log
Body: Mancano i numeri di telefono, senza quelli siamo nella [roba fetida marrone].
*************************************

Inizio la ricerca di questi [parola poco carina] numeri di telefono ma non riesco a trovarli da nessuna parte. Visto che non ho voglia e non posso perdere tempo dietro a questo arnese, invio una mail al supporto tecnico chiedendo informazioni.
E qua iniziano i casini.
Dopo la mia mail parte un tira e molla di telefonate e comunicazioni via posta elettronica durante le quali io cerco di spiegare le nostre necessita' e i tecnici cercano di capire cosa c'e' che non va nel loro fantastico prodotto. Se non avete notato il sarcasmo, vi pregherei di rileggere bene l'ultima frase.
I risultati di questa operazione sono i seguenti:
  1. I tecnici, a seguito delle mie segnalazioni durante lo scambio di mail, hanno scoperto tre diversi bug nel software;
  2. I log del loro arnese non contengono i numeri di telefono e non riescono a capire perche';
  3. Nemmeno i backup che mi sono fatto "perche' conosco i miei polli" (e fortunatamente, aggiungo, visto che l'affare sega via i log dopo 2 giorni di default senza dire nulla) contengono i suddetti numeri di telefono;
  4. Dopo una settimana, i tecnici hanno scoperto che nel loro database NON E' PRESENTE (stento a crederci) un campo dove memorizzare i numeri di telefono.
Praticamente quando un utente si collegava succedeva questo:
  • Inseriva il nome che veniva correttamente salvato nel campo "nome";
  • Inseriva il cognome che veniva correttamente salvato nel campo "cognome";
  • Inseriva la mail che veniva correttamente salvata nel campo "e-mail";
  • Inseriva il numero di telefono che non veniva salvato da nessuna parte.
Ho appena scritto una mail al Boss incollando pure le mail dei tecnici, giusto per non finire fra l'incudine e il martello ma ho come la sensazione che i miei commenti serviranno a poco.
Mi sbagliero'...

lunedì 13 agosto 2012

Tu che ne sai...

E torniamo a parlare dell'Amico Elettricista utOnto di cui vi ho gia' raccontato le gesta la settimana scorsa. La mattina, mentre stava lavorando a casa mia, abbiamo scambiato qualche chiacchiera ed ecco il risultato.

Amico Elettricista utOnto: Senti, tu te ne intendi di iPad?
Io: Dipende cosa vuoi dire per "intendi".
AEu: Lo sai craccare?
Io: L'operazione si chiama jailbreak, per la cronaca e non l'ho mai fatta ma se vuoi posso informarmi.
AEu: Te ne sarei grato.

La mattinata trascorre piu' o meno tranquilla e si fanno le 14:30 quando AEu ritorna per finire il lavoro. Io, nel frattempo, ho gia' iniziato a lavorare a un caso di quelli davvero poco simpatici (in un'azienda, apparentemente senza motivo, sono iniziate ad arrivare mail buone - aka non di spam - senza ora ne' data).

AEu: (buttando fra me e la tastiera un involucro nero) Tieni.
Io: (guardando l'involucro) Sarebbe?
AEu: L'iPad.
Io: E quindi?
AEu: Avevi detto che me l'avresti craccato.
Io: No, ho detto che mi sarei informato sulla procedura, non che l'avrei fatto. Quello e' affar tuo.
AEu: Eppure ero convinto che avessi detto che me l'avresti sistemato.

Oltre al fatto che evidentemente AEu ha qualche problema d'udito, siamo gia' passati da "craccato" a "sistemato". Una strana visione della legalita'.

Nota bene: Si, so che il jailbreak in se' non e' illegale (a parte che, se non ricordo male, si annulla la licenza Apple) ma ho come la sensazione che AEu non si sarebbe limitato a comprare software su Cydia. :)

venerdì 10 agosto 2012

Coincidenze

Oggi sono fortunatamente a casa in telelavoro quindi dovro' vedere di persona zero utOnti (anche se purtroppo dovro' sentirli telefonicamente) e ne ho approfittato per chiedere a un amico elettricista di passare da qua per aggiungere qualche presa di rete in giro.
L'amico arriva, inizia a preparare tutto e comincia l'opera. Appena apre la prima (sottolineo prima) scatola di derivazione, il segnale della mia ADSL sparisce.

Io: Ehm...
Amico Elettricista utOnto: Cosa?
Io: E' morto il segnale dell'ADSL.
AEu: Non ho toccato nulla.
Io: Ok, pero' mi sembra strano che nell'esatto momento in cui tu hai aperto quell'affare mi sia scomparso il segnale. Fra l'altro, in quella scatola non ci passano anche i fili del telefono?
AEu: Si, ma non posso essere stato io. Non ho davvero toccato nulla.
Io: Sara' stata una coincidenza.

Io alle coincidenze non credo neanche un po' ma visto che conosco l'elettricista voglio concedergli il beneficio del dubbio. Poco dopo il segnale ritorna e io mi rimetto a lavorare. La mattinata passa piu' o meno tranquilla fra deliri di utOnti con il cervello in ferie e la configurazione di un Nagios. A mezzogiorno, AEu mi viene a salutare.

AEu: Ho finito quasi tutto, mi manca una stanza poi devo crimpare i cavi e sono a posto.
Io: Bene.
AEu: (mettendosi ad armeggiare nella placca di prima) Ora chiudo questa e vado.

Il segnale scompare ancora.

Io: Ehm...
AEu: Non mi dirai che ti e' saltata ancora la linea?
Io: Se vuoi non te lo dico ma cosi' e'.
AEu: Stranissimo.
Io: La linea e' caduta due volte, questa mattina quando hai aperto quella scatola e adesso che l'hai chiusa. Io escluderei una coincidenza a questo punto.
AEu: Mi sa che hai ragione.
Io: Puoi fare qualcosa a riguardo?
AEu: (mostrandomi due cavi uniti insieme da muco, carta igienica sporca e capelli intrecciati fra loro) Umh... magari ti collego meglio questi cavi, che ne dici?

Non c'e' modo di liberarsi degli utOnti nemmeno stando a casa a quanto vedo.

venerdì 13 luglio 2012

Quando parte male...

Quando le giornate partono male, le persone dovrebbero avere il sacrosanto diritto di starsene a letto, sotto le coperte, fino a che non capiscono che la [roba fetida marrone] e' passata. Questa mattina, per esempio, mi sono svegliato male. Non so perche', semplicemente ho aperto gli occhi e ho capito che sarebbe stata una pessima giornata. Chiamatelo sesto senso, date la colpa a Murphy, quello che vi pare. In ogni caso avrei preferito di gran lunga rimanere a dormire.
Arrivo in ufficio, tempo di un caffe' e poi via da un cliente. L'alimentatore di un PC ha deciso di andare a [donne che praticano il mestiere piu' antico del mondo] quindi bisogna sostituirlo e, gia' che ci sono, invertire questo PC con un altro per dare la possibilita' agli utOnti di lavorare meglio. Cosa significhi questa frase solo Odino lo sa. Io ho smesso da tempo di chiedermi quale logica c'e' dietro queste scelte.
Una volta arrivato dal cliente, mi presento a utOnto.

utOnto: Quello (indicandomi un PC) e' il computer con l'alimentatore guasto. Una volta sistemato bisogna portarlo in quell'ufficio la' (indica un ufficio fuori dall'edificio principale) e sostituirlo con un altro computer. Comunque quando hai fatto chiamami che ti accompagno.
Io: Ok.

Cambiare un alimentatore non e' un gran problema. In teoria. In pratica bisogna stare dannatamente attenti che i case non siano stati costruiti con il [parte anatomica umana destinata all'eliminazione dei rifiuti corporei in forma solida, volgarmente detta].
Mentre sono li' che svito e avvito e mi rendo conto di una cosa.

Io: (penso, guardando la base interna del case) Ma guarda che schifo che c'e' qua sotto. Sembra che qualcuno abbia rovesciato un succo di mirtilli.

Poi uno dei pochi neuroni rimasti nel cervello si attiva. Non e' succo di mirtilli, e' un mio dito, aperto in due, che ha iniziato a sbrodolare sangue.

Io: [lunga sequenza di parole davvero poco carine rivolte a tutti gli Dei che mi passano per la mente. Ed e' una lista molto lunga].

Dopo essermi rattoppato il dito e dopo aver pulito il macello in fondo al case (sembra quasi il titolo di un film horror, "quel macello in fondo al case"), ho sistemato il PC e ho chiamato utOnto che mi ha accompagnato negli altri uffici.

utOnto: Quello e' il PC che va sostituito.

Il PC in questione e' posizionato su una macchina che difficilmente riesco a descrivere. Immaginatevi un parallelepipedo di acciaio alto due metri, largo tre e profondo uno. Dal lato dove ci stanno le persone, questo affare e' inclinato a 45 gradi circa verso l'operatore e sporge di un altro metro. Il PC e' incastrato fra duemila cavi SOPRA questa macchina nel punto piu' lontano possibile. Ovviamente questo macchinario e' impossibile da spostare e, per aggiungere benzina al fuoco, e' appoggiato ad angolo quindi su due lati non ho spazio di manovra. No, per quelli che se lo fossero domandati, non posso salirci sopra in quanto il macchinario ha un'interfaccia di gestione di non-so-cosa, che fa molto lancio di missili nucleari, delicata come il cristallo.
Dopo un numero infinito di bestemmie e maledizioni, riesco a salire in bilico fra una scala storta e appoggio la punta di un piede su un angolo del macchinario sperando di non rompere nulla.

utOnto: Occhio che non e' cosi' solido come potresti pensare.
Io: Pure.

Quindi, riassumendo, sono in bilico fra una scala storta e un macchinario di acciaio che, per qualche motivo a me sconosciuto, non e' assolutamente solido.

Io: (penso) Meno male che c'e' da fare poco.

Dovevo immaginarlo che Murphy si era svegliato telepate questa mattina.
Inizio a togliere i cavi dal PC e sono quasi pronto a scendere quando mi accorgo che c'e' una chiave hardware su porta seriale avvitata con due viti. Mi rilasso un attimo a terra mentre raccolgo un cacciavite dalla mia fidata borsa di tecnico IT e risalgo sulla giostra.
Ora, lo scienziato che ha progettato questa cosa doveva essere particolarmente ubriaco o particolarmente stupido. La chiave hardware e' a forma di lettera "I" con due parti piu' larghe alle estremita' che mi impediscono di infilare il cacciavite. Forse la doveva usare il grande puffo perche' altrimenti non mi spiego come sia possibile svitare questo arnese. Per piu' di una volta, mentre cercavo di svitare questa [parola poco carina] di chiave hardware, mi e' venuta voglia di lanciare il PC oltre il macchinario e di gridare modello cavernicolo che ha appena sconfitto un avversario ma la mia parte razionale ha avuto la meglio.
Una volta rimosso questo PC e installato quello nuovo, torno da utOnto.

Io: Ho sostituito i due PC. Posso fare altro visto che sono qua?
utOnto: Abbiamo un altro computer a cui si e' bruciata la scheda madre. Dovresti togliere il disco fisso, collegarlo al mio computer e trasferire alcuni dati che ci sono sopra. E' un problema?
Io: No, assolutamente.

Nota per me: ogni tanto, alla domanda "e' un problema", rispondi "si".

Apro il PC non funzionante e svito il disco fisso. Ovviamente, gli scienziati che hanno chiuso questo affare devono essere parenti con quello che ha progettato la chiave hardware seriale di cui parlavo poco fa perche' oltre ad aver avvitato con quattro viti il disco (due per ogni lato costringendomi a svitare tutto lo svitabile) hanno anche SILICONATO i cavi.
Non ci credete?
Bene, fortunatamente ho fatto alcune foto (sorry per la qualita' ma non potevo perdere troppo tempo). :)





A questo punto pero' avevo gia' abbastanza nervoso quindi ho preso i cavi e li ho tirati a forza. Murphy si deve essere distratto un attimo perche' miracolosamente non si e' rotto nulla, ne' i cavi ne' il disco.

Io: (penso) Bon, ora non resta che collegarlo al PC di utOnto che ho gia' apert... fuuuuuuuuck!

Il "fuuuuuuuuck" deriva dal fatto (e qui sono stato idiota io perche' ci potevo guardare prima) che il PC di utOnto NON ha il supporto Sata e io, tanto per rimanere in tema con la giornata, ho dimenticato in ufficio l'adattatore Sata-USB.
Chiamo in ufficio.

Collega: Si?
Io: Ciao, non e' che puoi dire allo st(R)agista di allungarmi da [cliente] l'adattatore Sata-USB?
Collega: Non c'e' problema. Cinque minuti e arriva.

Mentre attendo l'arrivo dello st(R)agista, spiego la situazione a utOnto.

Io: ... e quindi devo aspettare che arrivi un mio collega con un adattatore.
utOnto: Ok, non c'e' problema. Nel frattempo puoi vedere se questo banco di RAM e' compatibile con quel PC laggiu' in fondo?

Vista la giornata, avrei potuto rispondere benissimo con un "no" ma per scrupolo ho verificato.

Io: (tornando da utOnto) No, non e' compatibile purtroppo.
utOnto: Immaginavo.
Io: (penso) E se lo immaginavi che stra[organo genitale maschile volgarmente detto] mi hai fatto verificare a fare?

Nel frattempo, comunque, e' arrivato lo st(R)agista con l'adattatore quindi apro il portatile, collego il disco e attendo. In effetti attendo un po' troppo visto che dopo cinque minuti il disco non da segni di vita. Riprovo cambiando porta USB e questa volta va meglio nel senso che Windows sembra aver trovato qualcosa ma la gioia e' di breve durata perche' il disco inizia a fare un rumore tipo gatto incazzato rimasto chiuso fuori casa sotto la pioggia a cui un topo ha fregato l'ultima razione di cibo e lo prende pure in giro dall'altro lato di una finestra chiusa. A dire il vero non so come sia un rumore simile ma sicuramente non e' affatto bello.
Un ulteriore test conferma la mia ipotesi. Il disco e' andato.

Io: (rivolto a utOnto) Il disco non ne vuole sapere di partire.
utOnto: Quindi?
Io: O mandi questo disco a una societa' di recupero dati, pagando ovviamente, oppure puoi tranquillamente usarlo come posacenere.
utOnto: (rigirando l'hard disk fra le mani) Ah, ok.
Io: (con un filo di speranza) Se non c'e' altro...
utOnto: Potresti parlare con [utOnto2]? Dice che ha qualche problema al login.
Io: Ok.

Con molta meno speranza rispetto a poco fa, mi reco da utOnto2.

Io: Ciao, mi hanno detto che hai problemi al login?
utOnto2: Si, tutte le volte devo premere control, alt e canc e poi premere invio. Non si potrebbe automatizzare il processo e fare in modo che il PC si accenda senza troppe storie?
Io: (penso) Le "troppe storie" sarebbero utili volendo essere pignoli (dico) Gia' e' molto che non devi inserire una password nel PC. Al massimo posso toglierti il fatto che devi premere ctrl-alt-canc se mi mandi due righe scritte con la richiesta.
utOnto2: Lo faccio subito.

Attendo che la mail venga spedita E che arrivi a destinazione quindi procedo all'operazione.

Io: Ora, quando accenderai il computer, arriverai direttamente alla richiesta della password.
utOnto2: Ma non si puo' togliere? Voglio dire, gia' premo invio senza scriverla, a questo punto tanto varrebbe toglierla.
Io: A dire il vero sarebbe meglio metterla una password anziche' usare l'invio anche perche', in teoria, ci sarebbe pure una legge che ti obbliga a impostarla e cambiarla periodicamente.
utOnto2: (dopo un attimo di silenzio) Ma non si puo' togliere?
Io: No.

Meno male che questa giornata e' quasi finita...

lunedì 25 giugno 2012

Quando Murphy ha del tempo libero

Ci sono quelle giornate durante le quali hai la ferma convinzione che Murphy abbia tanto, troppo tempo libero da dedicarti. Oggi e' stata una di quelle.
Un nostro cliente ha recentemente acquistato un QNAP a rack e ci ha chiamato per installarlo. Provate un po' a indovinare chi e' il fortunato tecnico che se ne deve occupare?
Vado dal cliente e inizio a tirare fuori l'arnese dalla scatola e come prima cosa verifico che ci sia tutto (viti, binari e cavi vari).
Eseguita la verifica, procedo a installare i binari ma dopo pochi minuti scopro che c'e' qualcosa che non va. Quando il mio cervello capisce che li sto montando al contrario (no, non sono i primi binari che monto), il problema magicamente sparisce.

Io: (penso osservando il pezzo finito) Ok, binari installati e pronti per essere inseriti.

Procedo all'inserimento, pensando cose particolarmente brutte e cattive visto che l'affare pesa parecchio e io sono da solo, finche' non riesco nell'operazione. Spingo il QNAP sui binari e penso cose altrettanto brutte e altrettanto cattive quando mi schiaccio un dito nell'operazione.
Sfortunatamente, l'affare non vuole saperne di arrivare fino in fondo e dopo un rapido controllo scopro perche': Odino solo sa come, nel far scivolare il QNAP sui binari si e' incastrato un cavo.

Io: (penso) Bastera' tirare un po'. Del resto, se in qualche modo e' entrato, in qualche modo dovra' uscire.

Tira, frulla, gira. Niente.
Estraggo il QNAP, smonto i binari, tolto quel [parola davvero molto poco carina] cavo, rimonto i binari, lancio il cavo dall'altra parte della stanza, inserisco il QNAP nel rack.
Procedo al collegamento dei cavi quando scopro che non ci sono prese libere nella ciabatta. Ok, potevo pensarci prima ma una volta che vada bene, no eh?
Cerca, analizza, rimuovi e dopo qualche minuto una presa diventa libera.
Tedesca.
Ovviamente il cavo di alimentazione del QNAP che mi hanno dato ha la presa italiana.
Vai nel magazzino, cerca un altro cavo, torna in sala macchine.

Io: (penso) Finita, spero.

Tanto per stare sul sicuro, verifico nuovamente che sia tutto a posto.

Io: (penso) Binari... ok.
Io: (penso) Rack... ok.
Io: (penso) Hardware... ok.
Io: (penso) Prese... ok.

Ok, e' ora di accendere il QNAP e configurarlo.
Lo accendo, passo sul davanti dove ci sono spie e monitor e scopro di aver montato il QNAP al contrario ovvero l'alto in basso.

Io: (penso) Andra' bene uguale?

La mia mente sfreccia veloce alla telefonata del cliente che dice "e' strano, sembra montato al contrario."

Spegni, estrai, bestemmia, svita, avvita nel verso giusto, bestemmia per il peso, inserisci, verifica che nessun [organo genitale maschile, volgarmente detto] di cavo non si infili nel mezzo, bestemmia ancora, accendi.
Per fare un riassunto: la maggior parte dei casini erano evitabili con un minimo in piu' di attenzione da parte mia ma sono piu' che convinto che Murphy ci abbia messo lo zampino.
E si sia divertito molto.

lunedì 18 giugno 2012

Inizio splendido di settimana

Come ho gia' detto in qualche altro post, da un anno a questa parte ho deciso di andare a lavoro in treno perche' sostanzialmente risparmio soldi nella benzina e perche', almeno, posso leggere un po' prima di mettermi davanti al monitor. In genere mi porto dietro cibo e bevande per la giornata in uno zainetto visto che mangiare in mensa (cosi' piace chiamarla a loro) costa fra gli otto e i dieci euro (e sto parlando di un primo e un contorno senza bevande) e io non ho dagli otto ai dieci euro da regalare alla mensa tutti i giorni visto che nessuno me li rimborsa.
Come dicevo, in genere porto le bevande (acqua) in un paio di bottiglie di vetro chiuse ermeticamente con un tappo a pressione. Va tutto bene, se non fosse che il tappo in questione probabilmente l'ha costruito un utOnto dietro consiglio di un Tecnico utOnto supervisionati da un Gran Capo utOnto.
Sto camminando pacificamente nel tragitto stazione-ufficio cercando di capire come mi chiamo (ancora niente caffe' quindi niente neuroni che girano) quando becco in pieno una pozzanghera e sento un po' i calzoni bagnati in zona polpaccio.

Io: (penso) Vabbe', amen, si sara' alzata l'onda dalla pozzanghera.

Cinque metri dopo, mi sembra stranamente che la sensazione di umido stia aumentando.

Io: (penso - ricordate che sono sempre a corto di caffe') Sara' una mia impressione.

Dieci metri dopo, la sensazione continua.

Io: (penso) Ma che cavolo c'era in quella pozza?

Venti metri dopo finalmente realizzo.

Io: (penso) [filotto di bestemmie, una piu' grossa dell'altra che, se pronunciato ad alta voce, provocherebbe svenimenti e sciagure varie].

Eh si, una delle [parola poco carina] bottiglie di vetro ha avuto la brillante idea di rovesciarsi, Odino solo sa come, quasi a testa in giu' e il famoso tappo ermetico ha tenuto come un bambino che cerca di fermare una crepa in una diga utilizzando del pongo.
Visto che Murphy oggi era particolarmente in vena di scherzi, ha ben pensato di far scivolare il cellulare aziendale (che era li' vicino nello zaino) ESATTAMENTE sotto il fiotto dell'acqua col risultato che quando l'ho tirato fuori ci mancava poco che uscissero i pesci rossi dal display.
Arrivo in ufficio (sempre bestemmiando fra me) qualche minuto dopo e comunico la notizia del telefono al Boss.

Boss: Tranquillo, alla piu' brutta te ne prendi uno di quei vecchi nell'armadio.
Io: Ok.

Per non saper ne' leggere ne' scrivere, lascio il cellulare aperto e con la batteria staccata per tutta la giornata (siamo ai primi di settembre e ancora e' un caldo allucinante) e il giorno dopo, quando sono sicuro che si sia asciutto, provo ad accenderlo.
Miracolosamente (aka Murphy si era voltato per un attimo) riparte.

Io: (penso) Bon, carichiamolo che e' quasi a zero di batteria.

A questo punto Murphy ha riportato lo sguardo su di me e ha sorriso pensando "ti e' andata bene la prima ma ora vedrai..." perche' appena ho inserito il caricabatterie (che era nello zaino insieme al cellulare ma non mi sembrava bagnato) si e' sentito uno ZZZZZZOOOOOOOTTTT e subito dopo nell'aria ha iniziato ad aleggiare un fortissimo odore di bruciato.
Tutto questo per dire che i tappi delle bottiglie che si spacciano per "ermetici" e' il caso di provarli, prima di mettere della roba elettrica/elettronica a pochi centimetri di distanza... :)

venerdì 25 maggio 2012

L'inventario

Sono a riunione con il Boss che mi guarda con quel sorriso che mi piace molto, ma davvero molto poco.

Boss: Ci sarebbe da andare da [mega cliente].
Io: Motivo?
Boss: Bisogna... ehm...
Io: (penso) Eccolo la' che arriva il lavoro di [roba puzzolente marrone] (dico) Si?
Boss: Allora, il discorso e' questo...
Io: Sentiamo.
Boss: Bisogna passare tutti gli uffici e verificare che i telefoni VoIP funzionino con il PoE. Se funzionano, bisogna staccare l'alimentatore e metterlo nel CED. Visto che devi passare in tutti gli uffici, senti anche se hanno del materiale informatico rotto. Nel caso, ti tiri giu' modello e numero di serie e li riporti nel file Excel che ti ho appena mandato.
Io: Fine?
Boss: Non proprio. Fatto questo senti con [Capo utOnto] perche' ci sono altri apparati da inventariare allo stesso modo.
Io: Ok.
Boss: Ah, per aiutarti, tirati su la pistola.

Non pensate a una pistola vera e propria da puntare alla testa degli utOnti. Per "pistola" il Boss intende il lettore di codice a barre che abbiamo acquistato recentemente.
Pieno di buoni sentimenti, mi reco dal cliente e vado da [Capo utOnto].

Io: Dovrei inventariare tutto l'hardware rotto.
Cu: Ok ma forse e' meglio se torni domani.
Io: Motivo?
Cu: Vedi (indica un punto vicino al soffitto) quel sottotetto a cui ci si arriva passando da quella scala a chiocciola stretta che non usa nessuno da due anni ormai e dove saranno almeno cinquanta gradi?
Io: Ok, torno domani.
Cu: Nel frattempo faccio spostare tutto con il muletto in una zona piu' accessibile.
Io: Molto gentile.

Nota bene: non e' stata gentilezza, e' solo che andando lassu' (volendo evitare di parlare di "rischio di svenimento") ci avrei messo il doppio del tempo quindi sarei costato il doppio all'azienda.

Il giorno seguente, sempre pieno di buoni sentimenti, mi reco ancora dal cliente e mi tiro dietro anche il Nuovo st(R)agista, non perche' sia un lavoro complesso ma perche' conosco, come si dice, i miei polli.
Essendo un'azienda parecchio grande (due capannoni industriali uno di uffici e uno di officina MOLTO lunghi e altrettanto larghi), ci dividiamo l'azienda in parti piu' o meno uguali e partiamo. Il fatto che al Nuovo st(R)agista sia toccata la zona degli uffici dove c'e' la maggiore densita' di utOnti e materiale informatico e' stato assolutamente un caso.
Non ho convinto nessuno, vero?
C'ho provato. :)
Comunque sia, finito il giro ci ritroviamo nel luogo in cui Cu ha spostato il materiale informatico da inventariare.

Io: Dobbiamo prendere tutti gli oggetti in quei tre contenitori (e indico dei contenitori ognuno dei quali e' grande quanto una Panda), segnare sul foglio Excel marca modello e sparaflashare con la pistola il numero di serie. Tutto chiaro?
Nuovo st(R)agista: Si, vuoi che ti legga io il materiale mentre tu lo inserisci nel PC?
Io: (penso) Beata ingenuita' (dico) grazie, saresti molto gentile.

Il lavoro e' stato lungo (per me e il Nuovo st(R)agista) e particolarmente sporcante (per il Nuovo st(R)agista). Oltre a polvere di almeno dieci anni - e non sto scherzando - al Nuovo st(R)agista e' toccato anche beccarsi:
  1. L'inchiostro di una cartuccia per InkJet che gli ha imbrattato, fortunatamente, solo le mani;
  2. Un'abrasione da sfregamento contro il case di un vecchio server particolarmente ruvido e altrettanto particolarmente coperto di ruggine;
  3. Un taglio da vetro di monitor rotto.
Dopo due ore e mezzo abbiamo finito e le scarpe bianche del Nuovo st(R)agista avevano cambiato colore.

Io: Dai, non e' stato molto difficile.

Il Nuovo st(R)agista mi ha guardato ma non ha detto niente. Non ne aveva bisogno, sappiamo entrambi benissimo cosa stava pensando. :D

lunedì 21 maggio 2012

Un monitor davvero simpatico

Sono parecchi anni che traffico con la tecnologia informatica ma certe volte non riesco proprio a dare una spiegazione a quello che accade se non tirando in ballo magia e stregoneria.
Oggi pomeriggio, mi arriva un messaggio di errore dalla console di gestione centralizzata di Avira installata presso un nostro cliente. Dopo un'analisi dei log, scopro che banalmente serve riavviare il PC che ha generato questo errore per risolvere il problema. Non potendolo riavviare da remoto a causa della password impostata nel BIOS e visto che domani saro' proprio da quel cliente, decido di approfittarne e posticipare l'operazione.
Il giorno dopo, prima di iniziare a fare i lavoro programmati, vado nella stanza del PC e mi preparo al riavvio ma il monitor non vuole saperne di accendersi.
Controllo il cavo di connessione al PC, controllo la presa elettrica, verifico ogni cosa verificabile. Niente da fare, non c'e' modo di accenderlo.

Io: (penso) Bon, monitor andato. Dopo vedo di portarne su uno nuovo.

Trascorro la mattinata a sistemare altre cose e, quando concludo i lavori, afferro un nuovo monitor e torno nuovamente nella stanza del PC.
Sto per sostituirlo quando, non so nemmeno io perche', penso "ma si, proviamo un'altra volta".
Tocco il pulsante dell'accensione e al primo tentativo senza dare il minimo segno di problema si accende che e' una bellezza. Tanto per stare sul sicuro, lo spengo e riaccendo ancora. Zero problemi. Per togliermi un altro dubbio, stacco tutte le prese, le ricollego e riaccendo. Va che e' un fulmine.

Io: Ma va che sei stronzo.

Me lo vedo il monitor a sghignazzare mentre riporto il sostituto nel magazzino (grossa azienda, capannone industriale, magazzino ovviamente dalla parte opposta rispetto a quella stanza).
Avete qualche spiegazione SCIENTIFICA da darmi? Io al momento non ne ho trovate...

venerdì 11 maggio 2012

Il ticket piu' sensato dell'anno

Il premio per "ticket piu' sensato dell'anno" lo vince una combriccola di utOnti (si, purtroppo erano piu' di uno) che ci ha contattato ieri per un intervento. Riporto il ticket che hanno aperto questo gruppo di scienziati.

*******************************************
Ticket ID 1234
Subject: Spostamento PC
Body: Si richiede lo spostamento di numero quattro PC all'interno dello stesso ufficio.
*******************************************

Non capisco dove cavolo sia la difficolta' nello spostare dei PC all'interno dello stesso ufficio ne' PERCHE' una persona sana di mente dovrebbe fare una cosa simile ma voglio concedere il beneficio del dubbio (sull'assenza o meno di una forma di intelligenza un gradino superiore al mattone, intendo) a questi soggetti.
Oggi, carico di belle speranze e della mia fida borsa da tecnico IT, mi reco dal cliente ed entro nell'ufficio della combriccola.

Io: Ciao, sono venuto per quei PC.
utOnto1: Eh?
utOnto2: Ha detto "quei PC".
utOnto1: Ah, ok. Li abbiamo gia' spostati.
Io: (penso) E allora perche' [organo genitale maschile, volgarmente detto] ci avete mandato una richiesta di assistenza? (dico) Perche' ci avete chiamato?
utOnto3: (al telefono) Si, un attimo... si, dico a lei, attenda un attimo (rivolgendosi a me) Computer.

E torna a parlare al telefono.Ha pronunciato una sola parola. Una soltanto. Quando fanno cosi' mi verrebbe da rispondere "Miss Scarlet con la chiave inglese nella biblioteca" ma andrebbero in panico e non ho voglia di vedere questa combriccola in panico.

Io: (voltandomi verso utOnto1 e ignorando quello che ha detto utOnto3) Quindi?
utOnto1: Puoi verificare?
Io: Cosa?
utOnto1: I computer.
Io: Hanno qualcosa che non va?
utOnto1: No.
Io: Scarichi la posta?
utOnto1: Si.
Io: Navighi su Internet?
utOnto1: Si.
Io: I programmi che ti servono per lavorare funzionano?

Dove per "programmi" intendo quattro file Excel in croce e uno o due di Word messi in una share di rete su uno dei server. No, il solitario davo per scontato che fosse a posto. :)

utOnto1: Si.
Io: Quindi cosa dovrei verificare?
utOnto1: Il computer.
Io: (penso) Calma, calma... meditazione zen... ohmmmmmmmmmm (dico) Se la posta va, Internet va e i programmi vanno non capisco proprio cosa ti dovrei controllare.
utOnto1: Il fax.
Io: E cosa c'entro io col fax? Non avete un'altra azienda che vi fa assistenza proprio per questi problemi?
utOnto1: No, non hai capito.

Figurarsi. Devo ancora trovare quello che risponde con un "mi sono spiegato male io, aspetta che riprovo".

Io: Allora spiegati meglio.
utOnto1: Come fosse Antani... sbidiguda... prematurata la supercazzola... scappellamento a destra con fuoco fatuo... Panafax...
Io: E non potevi dirlo prima?
utOnto1: (annuendo con la testa) Panafax!

Senza pormi ulteriori domande, che e' meglio per la mia salute mentale e per la LORO salute fisica, mi metto al lavoro sul PC dell'utOnto cercando di capire dove sta il problema ma, dopo cinque minuti di verifiche ai parametri di configurazione di questo arnese non mi sembra ci sia nulla di sbagliato.

Io: E dove sarebbe il problema, scusa?
utOnto2: (emergendo dal suo loculo) Il numero.
utOnto1: Gia'.
utOnta4: E' un problema.
Io: (penso) Dai, fra non molto uscirai di qua e non li rivedrai per un po'. Forse (dico) Cosa vuol dire "il numero"?
utOnto3: (guardandomi con l'aria di uno che pensa "ma chi ti ha mandato? Noi vogliamo un tecnico vero") Il numero di uscita del fax non e' quello giusto. Quando ne inviamo uno dovrebbe venire fuori 0001234 e non 0005678.
Io: (ricontrollando le opzioni del Panafax) Voi siete SICURI di quello che avete appena detto?
Tutti e quattro in coro: Certo!
Io: Ripeto, tanto per essere certo che abbiate capito la domanda, siete SICURI di quello che avete detto?
Sempre tutti e quattro in coro: Assolutamente!
Io: Bene.

Apro la console del Panafax, creo un nuovo fax, imposto il numero del mio ufficio e invio quindi afferro il telefono e chiamo [collega] (sempre in ufficio) mettendo direttamente il vivavoce.

Collega: Si?
Io: Ciao, sono [io]. Sono da [cliente] e ho appena inviato un fax al nostro numero.
Collega: Si, sta arrivando adesso.
Io: Potresti dirmi il numero mittente?
Collega: 0001234.
Io: (guardando la ora molto meno allegra combriccola) Hai detto che viene da 0001234 giusto? Non 0005678.
Collega: Confermo. 0001234.
Io: Ok, grazie mille (quindi, voltandomi verso la non molto piu' allegra combriccola) serve altro?

E' un peccato non poter scattare qualche foto in questi momenti, certe espressioni non si possono proprio descrivere. :)

lunedì 30 aprile 2012

Il colpo di genio

Sono qua che mi sto incavolando con il modulo Exchange di Avira quando mi arriva la richiesta di un utOnto per "rallentamenti al PC". Visto che voglio prendermi una pausa dal lavoro che sto facendo, ne approfitto per chiamarlo.

utOnto: Si?
Io: Ciao, sono [io] di [nome ditta].
utOnto: Ciao, dimmi.
Io: Ti chiamo per il ticket che hai aperto e...
utOnto: (interrompendomi) Guarda, qua non va niente. Per aprire un disegno con Autocad ci metto cinque minuti, per salvarlo il doppio. Non posso lavorare cosi'.
Io: Potrebbe esserci qualcosa che non va sul disco o potrebbe essere qualche altro problema. Mi collego e ci guardo.

Il computer non sembra avere grossi problemi nonostante abbia il processore e la RAM abbastanza carichi. Mi piacerebbe lanciare uno scandisk ma visto che l'utOnto stava lavorando ho necessita' di chiedergli il permesso.

Io: Dovrei programmare un'operazione sul disco ma per farla partire ho necessita' di riavviare il computer.
utOnto: Ok.
Io: (penso) Ok un par de... (dico) Non so se hai notato, ma hai qualcosa come dieci programmi aperti fra cui Autocad, Outlook e Word. Sarebbe meglio che li chiudessi tu salvando quello che c'e' da salvare.
utOnto: Senti ma...

E quando iniziano cosi' so gia' che stanno per sputare fuori uno di quei colpi di genio piu' unici che rari.

Io: Si?
utOnto: Ma non e' possibile riavviare il PC senza chiudere i programmi?

Che vi avevo detto?

Io: Io non sono capace. Se tu scopri il modo per farlo ti chiederei la cortesia di farmelo sapere che potrebbe tornarmi utile.
utOnto: (avvilito) Era per dire.

Gia' e magari la prossima volta mi chiede come scaricare la posta senza accendere il PC o come farsi il caffe' senza infilare i soldi nella macchinetta. Tanto e' "per dire".

venerdì 20 aprile 2012

utOnta ansiosa

A volte ci sono utOnti che ti fanno passare la voglia di lavorare in questo settore, alcuni giorni ce ne sono altri che ti fanno ridere una volta chiusa la telefonata. Quella di oggi mi ha fatto fare entrambe le cose anche se l'ago della bilancia pendeva piu' su "lascio il lavoro e vado a spalare cacca di dinosauro estinto".
Sono le 8:20 di un caldissimo giorno di agosto. Fuori sembra che abbiano acceso un enorme forno a microonde pronto a cuocere chiunque sia cosi' incosciente (io) da camminare per strada.
Fra l'altro: di quale colore potrebbe mai essere la maglietta che ho addosso?
Come dite?
Nero?
Bravi!
Comunque sia, dopo aver bevuto un po' di sano caffe' mi metto a controllare le mail e ne trovo una delle 6:50 del mattino da parte di un'utOnta. Evito di domandarmi perche' una persona sana di mente dovrebbe essere in ufficio alle 6:50 (no, non mi ha scritto da casa, ho verificato) quando il suo orario e' 8:30-12:30 e apro la mail.

**************************
From: utOnta
To: SupportoTecnico
Subject: Scanner
Body: Ciao, ho problemi con lo scanner. Potete guardarci subito?
**************************

Ora, non so se questa si aspetta un servizio 24 ore su 24 ma per me "subito" significa "appena arrivo in ufficio e mi metto davanti al PC".
Alle 8:31 suona il telefono.

Io: Buongiorno, sono [io] di [nome ditta].
utOnta: Ciao, ti avevo mandato una mail. Non so se hai avuto modo di leggerla.
Io: Si, l'ho letta e...
utOnta: (interrompendomi) Quando puoi intervenire?
Io: Ho messo il tuo intervento in scaletta. Appena posso ti richiamo.
utOnta: No, sai, dovrei inviare dei documenti alla banca e lo scanner proprio non funziona.
Io: Appena posso ti richiamo.
utOnta: Sarebbe urgente quindi se potessi farlo entro questa mattina sarebbe meglio.
Io: (penso) Calma, calma, relax (dico) Appena-posso-ti-richiamo. Ok?
utOnta: Ok.

Avendo casini piu' grossi di cui preoccuparmi (tipo il server principale di un'azienda che ha deciso di punto in bianco di restituire l'errore dell'immagine qua accanto) ignoro l'utOnta e mi dedico ad altro.
Passa un'oretta scarsa e il telefono riprende a squillare.

Io: Buongiorno, sono [io] di [nome ditta].
utOnta: Ciao, senti mi chiedevo per quell'intervento...
Io: Come ti ho detto appena ho un attimo ti richiamo.
utOnta: Sai, pensavo te ne fossi dimenticato.
Io: Non mi dimentico dei casi che vengono aperti (anche perche' dopo una mail e due telefonate piu', a volerla dire tutta, il nostro sistema di gestione dei ticket che mi tiene costantemente aggiornato, e' molto ma molto difficile perdersi qualcosa per strada) quindi, ripeto, ti chiamo appena posso.
utOnta: Ma...
Io: Al momento sono dietro al problema (penso) ben piu' grave del tuo (dico) di un cliente. Non posso lasciare quindi appena posso, come ti dicevo, ti richiamo.
utOnta: Ma non c'e' un tuo collega che potrebbe aiutarmi?

Io mi volto verso la scrivania di [collega] e lo vedo immerso nel monitor con l'espressione di chi pensa "non rompetemi i [parte dell'organo genitale maschile spesso citata in coppia, volgarmente detta] che sono incasinato".

Io: No, al momento non ci sono tecnici disponibili.
utOnta: Ah, ok. Ma quando pensi di liberarti?
Io: Non ti so dare una tempistica. Appena ho fatto, sei in cima alla lista.
utOnta: Ok, grazie mille!

Per spezzare una lancia in mio favore, non ho specificato a QUALE lista facevo riferimento (aka "rompi[stessa parte dell'organo genitale maschile di poco fa]").
Riprendo a lavorare certo che l'utOnta in questione abbia recepito il messaggio ma dopo mezz'ora il telefono squilla ancora. Fortunatamente non prendo io la telefonata. Taglio il superfluo.

Collega: Si... no, al momento [io] non e' disponibile... si, sta lavorando su un altro cliente... si, immagino che le abbia detto che l'avrebbe richiamata ma se non l'ha fatto e' perche' ancora non ha finito...

Attimo di pausa.

Collega: Si, immagino che il problema al suo scanner sia grave ma al momento siamo entrambi impegnati e... si, entrambi... si... anche a lei.
Io: (rivolto al collega) Tiro a indovinare, era [utOnta]?
Collega: Gia'.

Fra un lavoro e l'altro passa quasi tutta la mattinata e finalmente (da leggere come "purtroppo") trovo il tempo per chiamare l'utOnta.

utOnta: Pronto?
Io: Ciao, sono [io] di [nome ditta]. Ti chiamavo per lo scanner.
utOnta: Ah, si. Ottimo.
Io: Sul tuo desktop e' presente un'icona chiamata [nome programma]?
utOnta: Umh... no?
Io: E' un'icona blu.
utOnta: No.
Io: Ok, allora devi aprire un sito.
utOnta: Devo andare su Internet?
Io: (penso) No, dal macellaio (dico) Si.
utOnta: Ci sono.
Io: [Inizio lo spelling del sito].
utOnta: Aspetta!
Io: Che c'e'?
utOnta: Ma devo scriverlo in alto o in basso?

Per chi non l'avesse capita, l'utOnta intendeva "devo scriverlo in alto, nella barra dove normalmente andrebbero digitati i siti o al centro della casella di ricerca di Google?".

Io: In alto. [Continuo lo spelling del sito].
utOnta: Aspetta!
Io: (penso) Perche', Odino. PERCHE'? (dico) Che c'e'?
utOnta: Ma lo devo scrivere prima o dopo il www?

Ero tentato di risponderle "nel mezzo" ma poi avrei allungato i tempi di intervento e non ne avevo voglia. :)