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venerdì 22 febbraio 2013

Organizzazione con la "O" maiuscola

Recentemente, il mio boss ha preso contatti con un'azienda tedesco/danese/quello_che_e' per l'installazione di alcuni router nella nostra zona. La cosa, a parole, dovrebbe essere molto semplice: loro ci chiamano quando hanno bisogno, ci inviano router e configurazione, noi andiamo dal cliente, sostituiamo il router e chiamiamo il supporto tecnico (che parla esclusivamente inglese) per le verifiche del caso.
Sembrerebbe facilissimo. A parole, ovviamente.
Il giorno in cui inizia questa maledetta storia, arrivo in ufficio con due borse sotto gli occhi che sembra non abbia dormito per tre giorni di fila e la prima mail che leggo e' "richiesta di installazione router presso [cliente] il giorno X".
Vado dal boss.

Io: Hai visto la richiesta di [azienda]?
Boss: Si, l'ho letta adesso. Segnati l'appuntamento e aspetta il materiale.
Io: OK.

Due giorni prima dell'appuntamento, (sarcasmo) giusto per avere molto tempo nel caso in cui il router abbia problemi (/sarcasmo) ci arriva un pacco all'interno del quale c'e' l'apparato da installare. La configurazione arriva tramite posta elettronica.
Ora, non so se avete esperienza con il caricamento di una configurazione su un router Cisco ma posso assicurarvi che e' una cosa tremendamente banale.
Carico la configurazione, verifico che si sia caricata correttamente e, tanto per stare sul sicuro (e perche' conosco Murphy), spengo il router e lo riaccendo. Effettivamente, la configurazione e' andata su al primo colpo senza il minimo problema.
Ovviamente, il giorno seguente, cioe' il giorno prima dell'intervento, alle 17:50, arriva una mail in cui ci viene detto che, a causa di un problema sulla linea ADSL del cliente, l'intervento e' annullato. Ci faranno sapere la nuova data.
Passano TRE MESI, alla faccia del "problema sulla linea ADSL" (mi viene da pensare che sia caduto un meteorite sulla centrale telefonica), quando finalmente arriva la nuova richiesta.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno Y. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Non so voi, ma io da una mail del genere capisco che devo prendere il router che abbiamo da tre mesi in sala macchine, caricargli la nuova configurazione e installarlo il giorno Y da [cliente].
Eseguo la procedura ma sfortunatamente il giorno dopo ci arriva un nuovo router.

From: Io
To: Azienda
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, abbiamo caricato la configurazione che ci avete inviato sul router in nostro possesso ma oggi ci e' arrivato un nuovo router. Per evitare problemi, potete dirci quale dei due router e' quello corretto? Cordiali saluti.

Passano dieci minuti e arriva la risposta che, piu' o meno, dice "il nuovo router e' stato un errore, usate quello vecchio". Bon, il lavoro l'ho gia' fatto quindi sono pronto per l'installazione.
Peccato che anche questa volta, il giorno prima dell'intervento, ci arriva una mail in cui ci viene detto che l'intervento e' annullato. Il motivo non e' specificato. Magari questa volta e' DAVVERO caduto un meteorite sulla centrale telefonica.
Passano altre tre settimane senza sentire nessuno. Nel frattempo il router che ci avevano mandato per errore viene rispedito al mittente.
La quarta settimana arriva un'altra mail.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno Z. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Non sono stato solamente io a fare copia-incolla, anche il tizio che ci scrive visto che la mail e' praticamente uguale alla precedente, data a parte. Comunque sia, prendo il router, carico l'ennesima configurazione, verifico e impacchetto tutto.
Il giorno prima dell'intervento, visto cio' che e' successo in passato, butto un occhio alla casella di posta piu' spesso del normale e infatti...

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, annulliamo completamente l'installazione del router Cisco. Cordiali saluti.

Inizio a pensare che questa azienda abbia GROSSI problemi di comunicazione fra i propri dipendenti o fra i dipendenti e i clienti ma saro' io che penso sempre male.
Vado dal Boss.

Io: Impacchetto tutto e spedisco al mittente?
Boss: Umh... aspettiamo ancora qualche giorno. Non si sa mai.

Due giorni dopo arriva l'ennesima mail e questa volta inizio SERIAMENTE a pensare che ci stiano prendendo per il [parte anatomica umana destinata all'eliminazione dei rifiuti corporei in forma solita, volgarmente detta].

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, richiediamo l'installazione del router Cisco gia' in vostro possesso presso [cliente] situato [dati cliente] il giorno K. In allegato a questa mail, inviamo la nuova configurazione. Cordiali saluti.

Sfortunatamente, il giorno K ho un impegno personale e avevo gia' preso una giornata di permesso. Essendo l'unico in grado di fare questo tipo di intervento, faccio presente la cosa al boss e decidiamo di rimandare.

From: Io
To: Azienda
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, sfortunatamente il giorno K non ci e' possibile intervenire a seguito di impegni gia' programmati presso altri clienti. Potete comunicarci un'altra giornata in cui e' possibile eseguire l'intervento richiesto? Cordiali saluti.

Un'oretta dopo arriva la risposta.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Re: Installazione router Cisco
Body: Salve, sinceramente questo spostamento ci crea qualche problema in quanto avevamo gia' organizzato ogni cosa. Per venirvi incontro, pero', possiamo cercare di spostare l'appuntamento al giorno precedente. Fateci sapere se puo' andare bene. Cordiali saluti.

Cioe', fammi capire. Hai rimandato l'intervento TRE volte e tutte e tre le volte il giorno prima e se io ti chiedo di spostarlo perche' ho gia' impegni rompi i [parte dell'organo genitale maschile spesso citata in coppia, volgarmente detta]?
Visto pero' che voglio levarmi sto [organo genitale maschile, volgarmente detto] di intervento, confermo l'appuntamento per il giorno K-1.
Visto che non sono arrivati annullamenti dell'ultimo minuto, il giorno in questione mi reco dal cliente, a un'oretta di macchina da dove lavoro. Questo cliente e' un negozio all'interno di un grosso ipermercato e quando arrivo trovo una commessa piu' o meno sorridente ad attendermi.

Commessa: Salve, la posso aiutare?
Io: Salve, sono [io] di [nome azienda].

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri".

Io: Ehm... Devo fare un intervento alla vostra linea Internet.

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri e ho portato delle caramelle".

Io: Devo cambiare il vostro router.

La commessa mi guarda come se le avessi appena detto "salve, sono un alieno proveniente da Alpha Centauri e ho portato delle caramelle ma non te ne daro' neanche una gne gne gne".

Io: Non e' che posso parlare con la titolare?
Commessa: Non c'e' e non e' raggiungibile, purtroppo.

Il che, per me, essendo mattina significa "e' ancora sotto le coperte e la devo svegliare solamente se il negozio e' stato derubato o se sta andando a fuoco".

Io: E lei non sa nulla di questa installazione?
Commessa: No.
Io: Puo' farmi vedere dove ci sono le scatole con le lucette?
Commessa: Certo! Mi segua.

Dopo aver scavalcato scatole, scatoloni e pezzi di ferro che neanche Indiana Jones ai tempi migliori, la commessa mi porta in uno stanzino e mi indica un punto sul soffitto. Io vorrei davvero sapere chi e' quel genio del male che ha installato un router in bilico su una mensola che si sta per staccare a qualcosa tipo quattro metri da terra.
Comunque sia, mi posiziono e preparo tutto il materiale. In teoria dovrei chiamare il supporto tecnico a router sostituito ma visto con chi ho a che fare, decido di chiamarlo subito. E meno male.

Tecnico utOnto: Si?
Io: Salve, sono [io] di [nome ditta]. Sono presso [cliente] in via [dati del cliente]. Devo sostituire l'attuale [marca e modello del vecchio router] con [marca e modello del nuovo router]. Posso procedere?
Tu: Chi ha detto che e' lei?
Io: (penso) Sara' un luuuuuuuuungo intervento.

Procedo a ripetere la rava e la fava.

Tu: Umh... non riesco a trovarvi nell'elenco degli interventi ma ogni tanto succede.
Io: Cosa vuol dire "ogni tanto succede"?!?
Tu: Eh si, ogni tanto capita.
Io: Bello.
Tu: Gia'. Mi puo' ripetere il nome del cliente?
Io: [nome cliente].
Tu: Un attimo... no, non lo trovo. La via?
Io: [via del cliente].
Tu: Un attimo... no, neanche con questi dati l'ho trovato.

A questo punto inizia un tira e molla di trenta (30) minuti con il tecnico nel tentativo di spiegargli dove stra[organo genitale maschile, volgarmente detto] mi trovo e nel frattempo continuo a domandarmi come cavolo si fa a non trovare un proprio cliente in un database. Ponendo ovviamente che questi tizi abbiano un database e non una serie di post-it appiccicati a una lavagna in comune come temo.
Alla fine entrambi ci arrendiamo all'evidenza. Non c'e' verso di risalire al cliente dal nome o da qualunque suo dato, partita IVA inclusa.

Tu: Faccia una cosa, mi dia il numero di telefono a cui si appoggia la linea ADSL.
Io: Non ho idea di quale sia il numero. Io sono un tecnico esterno e non ho nulla a che fare con le linee installate presso [cliente]. C'e' una persona presente ma non so quanto potra' aiutarmi.
Tu: Provi a domandare a questa persona poi mi richiami.

Vado dalla commessa.

Io: Non e' che sa il numero della linea ADSL?
Commessa: Eh?
Io: OK, immagino sia un "no". Avete una linea Internet, giusto?
Commessa: Si.
Io: Questa linea ha un numero telefonico, sa qual e'?

Nota: Si, lo so che potrebbe essere un cavo dati senza alcun numero ma il fatto che questa linea HA un numero ci e' stato confermato (per quanto questo possa valere) dal tizio che ci ha fornito l'incarico. Si, lo stesso tizio che ha rimandato tre volte l'intervento.

Commessa: Posso cercare fra i documenti ma non sono cose che tratto io. In genere lo fa la mia titolare.
Io: Ed e' sempre irraggiungibile, giusto?
Commessa: Eh gia'.
Io: Nel frattempo puo' darmi il numero di telefono del negozio? Magari siamo fortunati (AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH... Ehm...) e la linea si appoggia a questo numero.
Commessa: [numero].

Richiamo il supporto tecnico ma, tanto per cambiare, il numero non compare nel loro elenco.
Riparte il tira e molla e anche questa volta spreco trenta (30) minuti cercando di far trovare alla commessa il numero di telefono e al tempo stesso di farmi confermare dal supporto tecnico che posso sostituire il router.

Tu: Mi spiace ma senza la conferma del numero ADSL non posso farle sostituire il router.

E non ha neanche tutti i torti. Voglio dire, se mi chiamasse un tizio dicendo di essere da un cliente di cui non trovo nessun dato, in un posto che non so dove sia, per cambiare un router su una linea ADSL di cui non ho il numero nel nostro database, qualche dubbio l'avrei anch'io. C'e' anche da dire, pero', che sono questi tizi che ci hanno contattato per eseguire la sostituzione e che sono sempre stati loro a fornirci i dati di questo negozio. Si presume (ceeeeerto) che non ci abbiano fornito dati a caso.

Tu: Facciamo una cosa, la metto in comunicazione con un altro nostro tecnico che dovrebbe essere a conoscenza dell'intervento. Sara' una telefonata a tre. Il tecnico e' indiano.

Per capire bene l'assurdita' della cosa dovete sapere che "sostituire un router" significa, in questo caso, staccare TRE cavi ovvero l'alimentazione, il cavo dell'ADSL e il cavo di rete e collegarli al nuovo router. Fine. Qualcosa tipo un minuto. Scarso.
Quindi, per eseguire questa (sarcasmo) complicata (/sarcasmo) operazione, devo assistere a una telefonata a tre fra me (in Italia), Tecnico utOnto (in Inghilterra) e questo nuovo tecnico (in India). Dopo altri trenta (30) minuti con la commessa che continua a dire "non so nulla" e i due tecnici che ripetono "non possiamo autorizzare l'intervento" decido che e' ora di fare basta.

Io: (rivolto ai due tecnici) Sentite, e' un'ora e mezza che siamo qui senza aver risolto nulla. Io impacchetto tutto e vado via perche' non ha piu' senso continuare a perdere tempo.
Tu: Si, sono d'accordo.
Tecnico Indiano: Si, anch'io. A questo punto programmeremo l'intervento per un'altra data.

Un brivido freddo mi sale lungo la schiena ma magari e' una finestra rimasta aperta.
Sulla strada del ritorno informo il boss che, giustamente, e' abbastanza incazzato considerando che fra andare e tornare ho perso due ore piu' altre due ore circa di intervento.
La perla finale pero' e' stata la mail che ci e' arrivata durante la giornata.

From: Azienda
To: Io
CC: Boss
Subject: Installazione router Cisco
Body: Salve, sono appena venuto a conoscenza del problema che c'e' stato oggi. Mi assumo tutta la responsabilita' in quanto l'intervento era schedulato a [citta'] ma da un altro cliente. Vi faro' sapere quando sara' necessario intervenire nuovamente. Cordiali saluti.

Che altro dire? :)

lunedì 28 gennaio 2013

Perche'

Avete presente quelle fasi della vita durante le quali un bambino chiede "perche'" a tutto?
Q: Perche' il tavolo e' giallo?
A: Perche' qualcuno lo ha colorato.
Q: Perche' qualcuno lo ha colorato?
A: Perche' pensava che fosse piu' bello.
Q: Perche' pensava fosse piu' bello?
A: Zitto e mangia.
Ecco, a me e' capitata la stessa cosa oggi solamente che al posto del bambino avevo lo st(R)agista e al posto del colore del tavolo avevo il router.
Intendiamoci, non ho nulla contro chi e' curioso e, anzi, preferisco uno cosi' piuttosto che un'ameba incapace di pensiero ma a un certo punto scatta il RTFM e via che si va.
Sono in riunione con il Boss quando mi viene detta una cosa che mi fa gelare il sangue nelle vene.

Boss: Oggi quando andrai a fare l'installazione da [cliente], tirati dietro lo st(R)agista e spiegagli come funziona l'installazione di un router.
Io: (penso) AAAAARRRRGGGGGHHHHHH!!! (dico) Ok.

Cosi' pieno di (sarcasmo) belle speranze (/sarcasmo) vado dal cliente tirando dietro la palla al... lo st(R)agista. Arriviamo in sala macchine, ci piazziamo e io inizio a lavorare. Lo strano silenzio dello st(R)agista non mi fa pensare a nulla di buono.

st(R)agista: Senti ma se ho un router a cosa serve un firewall?

Guardo lo st(R)agista, sospiro e mi metto a spiegare (sarcasmo) con tanta gioia e amore (/sarcasmo) la differenza fra router e firewall. Finita la veloce spiegazione, mi rimetto a lavorare ma dopo sette secondi contati...

st(R)agista: E  se io ho un router a cui e' collegato un firewall, cosa fa esattamente il router visto che ha solo il firewall collegato?

Seriamente, DEVO aver fatto qualcosa di male nella mia vita passata.
Riguardo lo st(R)agista e mi rimetto a spiegare per quale cavolo di motivo un router e' diverso da un firewall, nome a parte.

st(R)agista: Ma se tutti i pacchetti che riceve il firewall vanno al router, da li' dove vanno? Da qualche parte su Internet?
Io: No, vanno a casa del mago Zurli'.
st(R)agita: Come scusa?
Io: (alzando gli occhi al cielo) Niente, ora ti spiego.

E giu' di nuovo a spiegare. Purtroppo, il silenzio che segue e' di breve durata.

st(R)agista: Ma se l'interfaccia esterna del firewall va a 100Mb e la connessione alla LAN e' di 1 GB, i dati che non passano vanno persi nel mezzo?
Io: Certo, e' una gara di velocita'. Il primo che arriva riesce a ricevere i dati, gli altri devono riprovare e forse saranno piu' fortunati.

Attimo di silenzio.

st(R)agista: Ma dici davvero?

Ma se lo sigillo in un rack dite che e' un gran problema per l'umanita'?

Io: No, ovviamente.

E giu' a spiegare. Passano due, forse tre secondi scarsi di silenzio, poi lo st(R)agista ritorna all'attacco.

st(R)agista: Ma se io ho due reti, 192.168.0.0/24 e 192.168.1.0/24 connesse a un firewall, i pacchetti fra queste due reti arrivano al firewall poi il firewall manda tutto al router che spedisce su Internet. A questo punto i pacchetti tornano indietro e vanno all'altra interfaccia. O forse non ho capito bene.
Io: RTFM.
st(R)agista: Come?
Io: Cerca su Internet, vedrai che trovi la definizione di quella parola.
st(R)agista: Ok, grazie!

Beata, ingenua gioventu'. :)

venerdì 28 settembre 2012

Elettricita', questa sconosciuta

Posso capire che le persone con cui ho a che fare non sappiano cosa sia un firewall o un router, posso anche capire che la loro conoscenza informatica sia pari a quella di un bruco che non riesce a diventare farfalla ma ci sono cose che ormai dovrebbero essere normali per tutti.
Di cosa parlo? Dell'elettricita', per esempio.
Mi rifiuto di pensare che nel 2012 ci siano ancora persone che non sappiano cos'e'. Badate bene che quando dico "cos'e'" non intendo una spiegazione scientifica ma semplicemente a cosa serve.
Come al solito, gli utOnti sono sempre un passo avanti (verso il baratro).
Sono le 9:30 di un tiepido giovedi' di meta' gennaio quando arrivo da un cliente per l'installazione di un nuovo firewall.
Le cose, nella mia TODO list, sono due:
  1. Collegare il nuovo firewall fra router e switch;
  2. Verificare che tutto funzioni.
Non mi sembra di chiedere troppo.
Pieno di gioia e felicita', apro l'armadio delle prese elettriche e scopro che ogni presa e' occupata da qualcosa. Visto che qua dentro ci sono solamente router, switch e impianto di allarme, dubito MOLTO fortemente di poter staccare qualcosa quindi vado dall'utOnto Responsabile e gli faccio presente la cosa.

Io: ...quindi mi servirebbe una presa elettrica per poter collegare il nuovo firewall.
uR: Umh...

Quando pensano cosi' forte so gia' che diranno una cavolata. Una di quelle grosse.

uR: Ma non puoi fare senza elettricita'?

Parole testuali.

Io: (penso) Posso vedere se riesco a collegare il firewall alla dinamo di una bicicletta o alla ruota di un criceto se vuoi (dico) No, direi proprio di no.
uR: Allora aspetta, vedo di rimediarti un'altra ciabatta.

Io guardo l'armadio e vedo la ciabatta principale a cui e' collegata un'altra ciabatta in cascata a cui e' collegata una terza ciabatta sempre in cascata. Questa sarebbe la quarta. Ho come la sensazione che prima o poi scoppiera' un casino enorme ma saro' io che penso male come sempre.
Qualche minuto dopo, il mio lavoro prosegue o, meglio, dovrebbe proseguire se non fosse per il fatto che incappo in un "piccolo" problema.
In genere, in un'azienda di piccole dimensioni c'e' uno switch, a cui arrivano tutti i cavi di rete dei PC, che si collega a un firewall il quale a sua volta e' collegato al router.
Nell'azienda in cui sono andato, visto che il tecnico che e' intervenuto prima di me doveva essere mentalmente un incrocio fra Einstein e Linus Torvalds (notato il sarcasmo?), anziche' collegare tutto allo switch ha collegato meta' azienda allo switch, e la restante meta' al router su, pero', due prese di rete diverse. Per chi fosse curioso, tutta la rete ha la stessa classe IP (un comune /24) e in questa azienda non esiste una DMZ. Odino solo sa perche' hanno optato per una configurazione simile.
Mentre sono davanti ai cavi che bestemmio sottovoce per cercare di capire qualcosa, si ripresenta uR.

uR: Senti una cosa: se io faccio delle scansioni con lo scanner di rete non funzionano. Come mai?
Io: Sto lavorando io alla rete, porta pazienza un po'.
uR: Si, ma perche' non funzionano?
Io: Perche' sto staccando cavi e riordinando un po' tutto altrimenti non riesco a installarti il firewall nuovo.
uR: Ah...

Passano alcuni secondi di silenzio...

uR: Ma perche' stacchi i cavi?
Io: (penso) Perche' non sapevo come impiegare il mio tempo altrimenti e per darti una ragione in piu' per stressarmi l'anima (dico) Perche' devo fare ordine qua dentro.
uR: Umh, ok.

uR se ne va poco convinto e io mi rimetto a lavorare. Fortunatamente deve aver trovato altro da fare perche' sono riuscito a concludere senza ulteriori interruzioni.
Ho impiegato tre ore per un intervento che ne doveva richiedere una al massimo. Oggi pomeriggio ho un'altra installazione, mi domando cosa potra' accadere...

lunedì 20 agosto 2012

Un gran bel prodotto

Recentemente, per una manifestazione/convention/riunione o chiamatela come vi pare, abbiamo installato un sistema composto da vari access point wireless collegati a un sistema centrale che doveva fare solamente due cose:
  1. Bloccare la navigazione agli utenti non registrati;
  2. In fase di registrazione, chiedere obbligatoriamente quattro dati: nome, cognome, mail e numero di telefono.
Si potrebbe stare a discutere molto sull'utilita' di queste cose visto e considerato che fra i nomi registrati ho trovato "pippo, pluto, pippo@pluto.ppp" ma non vorrei essere io che penso sempre male delle nuove tecnologie e della loro utilita' pratica.
Comunque sia, il Boss mi ha dato un paio di pezzi hardware per fare questa operazione. Il primo e' un sistema davvero interessante (e sono serio) di access point wireless chiamato Ruckus, il secondo e' un apparato per recuperare le informazioni e bloccare la navigazione di cui non faccio il nome che e' meglio.
Su carta doveva essere tutto perfetto.
Su carta.
Ora, questi affari mi sono arrivati fisicamente in mano il venerdi' mattina. Il mercoledi' seguente doveva essere tutto pronto da installare. Qualcuno potrebbe anche dire "quattro giorni sono molti per installare quelle cose" e non avrebbe tutti i torti. In effetti l'installazione sono riuscito a farla senza grossi problemi (volendo escludere qualche bestemmia di tanto in tanto). La cosa pero' che mi piace fare prima di piazzare qualcosa in giro per il mondo e' capirne i difetti. Dei pregi mi interessa molto poco perche' per me "pregio" significa che fa quello che deve fare ma la parte dei difetti, ovvero "ma guarda, un bug", e' quella che ti incasina sempre le cose quindi e' dannatamente meglio sapere vita morte e miracoli.
Chiaramente non c'e' stato il tempo per conoscere questi tre aspetti (vita, morte e miracoli) dell'hardware in questione e quindi abbiamo (hanno) incrociato le dita e abbiamo (hanno) sperato per il meglio. Dico "hanno" non perche' sono pessimista ma perche' conosco Murphy.
Finita la manifestazione, il Boss viene da me.

Boss: Bene, ora che tutto e' filato liscio ho bisogno che mi tiri fuori i log degli utenti registrati.
Io: (penso) "ora che e' filato tutto liscio" e' una pessima frase da pronunciare ad alta voce (dico) Ok.

Dopo pochi minuti, un bel file CSV da 7MB e' pronto per essere stampato. Tanto per non sprecare qualche albero di carta, prima di darlo in pasto alla multifunzione lo invio via mail al Boss per conferma.

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From: [io]
To: Boss
Subject: Log
Body: Dai un'occhiata all'allegato. Ti vanno bene cosi' i log?
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Passano alcuni minuti e mi arriva la sua risposta.

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From: Boss
To: [io]
Subject: Re: Log
Body: Mancano i numeri di telefono, senza quelli siamo nella [roba fetida marrone].
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Inizio la ricerca di questi [parola poco carina] numeri di telefono ma non riesco a trovarli da nessuna parte. Visto che non ho voglia e non posso perdere tempo dietro a questo arnese, invio una mail al supporto tecnico chiedendo informazioni.
E qua iniziano i casini.
Dopo la mia mail parte un tira e molla di telefonate e comunicazioni via posta elettronica durante le quali io cerco di spiegare le nostre necessita' e i tecnici cercano di capire cosa c'e' che non va nel loro fantastico prodotto. Se non avete notato il sarcasmo, vi pregherei di rileggere bene l'ultima frase.
I risultati di questa operazione sono i seguenti:
  1. I tecnici, a seguito delle mie segnalazioni durante lo scambio di mail, hanno scoperto tre diversi bug nel software;
  2. I log del loro arnese non contengono i numeri di telefono e non riescono a capire perche';
  3. Nemmeno i backup che mi sono fatto "perche' conosco i miei polli" (e fortunatamente, aggiungo, visto che l'affare sega via i log dopo 2 giorni di default senza dire nulla) contengono i suddetti numeri di telefono;
  4. Dopo una settimana, i tecnici hanno scoperto che nel loro database NON E' PRESENTE (stento a crederci) un campo dove memorizzare i numeri di telefono.
Praticamente quando un utente si collegava succedeva questo:
  • Inseriva il nome che veniva correttamente salvato nel campo "nome";
  • Inseriva il cognome che veniva correttamente salvato nel campo "cognome";
  • Inseriva la mail che veniva correttamente salvata nel campo "e-mail";
  • Inseriva il numero di telefono che non veniva salvato da nessuna parte.
Ho appena scritto una mail al Boss incollando pure le mail dei tecnici, giusto per non finire fra l'incudine e il martello ma ho come la sensazione che i miei commenti serviranno a poco.
Mi sbagliero'...

venerdì 13 luglio 2012

Quando parte male...

Quando le giornate partono male, le persone dovrebbero avere il sacrosanto diritto di starsene a letto, sotto le coperte, fino a che non capiscono che la [roba fetida marrone] e' passata. Questa mattina, per esempio, mi sono svegliato male. Non so perche', semplicemente ho aperto gli occhi e ho capito che sarebbe stata una pessima giornata. Chiamatelo sesto senso, date la colpa a Murphy, quello che vi pare. In ogni caso avrei preferito di gran lunga rimanere a dormire.
Arrivo in ufficio, tempo di un caffe' e poi via da un cliente. L'alimentatore di un PC ha deciso di andare a [donne che praticano il mestiere piu' antico del mondo] quindi bisogna sostituirlo e, gia' che ci sono, invertire questo PC con un altro per dare la possibilita' agli utOnti di lavorare meglio. Cosa significhi questa frase solo Odino lo sa. Io ho smesso da tempo di chiedermi quale logica c'e' dietro queste scelte.
Una volta arrivato dal cliente, mi presento a utOnto.

utOnto: Quello (indicandomi un PC) e' il computer con l'alimentatore guasto. Una volta sistemato bisogna portarlo in quell'ufficio la' (indica un ufficio fuori dall'edificio principale) e sostituirlo con un altro computer. Comunque quando hai fatto chiamami che ti accompagno.
Io: Ok.

Cambiare un alimentatore non e' un gran problema. In teoria. In pratica bisogna stare dannatamente attenti che i case non siano stati costruiti con il [parte anatomica umana destinata all'eliminazione dei rifiuti corporei in forma solida, volgarmente detta].
Mentre sono li' che svito e avvito e mi rendo conto di una cosa.

Io: (penso, guardando la base interna del case) Ma guarda che schifo che c'e' qua sotto. Sembra che qualcuno abbia rovesciato un succo di mirtilli.

Poi uno dei pochi neuroni rimasti nel cervello si attiva. Non e' succo di mirtilli, e' un mio dito, aperto in due, che ha iniziato a sbrodolare sangue.

Io: [lunga sequenza di parole davvero poco carine rivolte a tutti gli Dei che mi passano per la mente. Ed e' una lista molto lunga].

Dopo essermi rattoppato il dito e dopo aver pulito il macello in fondo al case (sembra quasi il titolo di un film horror, "quel macello in fondo al case"), ho sistemato il PC e ho chiamato utOnto che mi ha accompagnato negli altri uffici.

utOnto: Quello e' il PC che va sostituito.

Il PC in questione e' posizionato su una macchina che difficilmente riesco a descrivere. Immaginatevi un parallelepipedo di acciaio alto due metri, largo tre e profondo uno. Dal lato dove ci stanno le persone, questo affare e' inclinato a 45 gradi circa verso l'operatore e sporge di un altro metro. Il PC e' incastrato fra duemila cavi SOPRA questa macchina nel punto piu' lontano possibile. Ovviamente questo macchinario e' impossibile da spostare e, per aggiungere benzina al fuoco, e' appoggiato ad angolo quindi su due lati non ho spazio di manovra. No, per quelli che se lo fossero domandati, non posso salirci sopra in quanto il macchinario ha un'interfaccia di gestione di non-so-cosa, che fa molto lancio di missili nucleari, delicata come il cristallo.
Dopo un numero infinito di bestemmie e maledizioni, riesco a salire in bilico fra una scala storta e appoggio la punta di un piede su un angolo del macchinario sperando di non rompere nulla.

utOnto: Occhio che non e' cosi' solido come potresti pensare.
Io: Pure.

Quindi, riassumendo, sono in bilico fra una scala storta e un macchinario di acciaio che, per qualche motivo a me sconosciuto, non e' assolutamente solido.

Io: (penso) Meno male che c'e' da fare poco.

Dovevo immaginarlo che Murphy si era svegliato telepate questa mattina.
Inizio a togliere i cavi dal PC e sono quasi pronto a scendere quando mi accorgo che c'e' una chiave hardware su porta seriale avvitata con due viti. Mi rilasso un attimo a terra mentre raccolgo un cacciavite dalla mia fidata borsa di tecnico IT e risalgo sulla giostra.
Ora, lo scienziato che ha progettato questa cosa doveva essere particolarmente ubriaco o particolarmente stupido. La chiave hardware e' a forma di lettera "I" con due parti piu' larghe alle estremita' che mi impediscono di infilare il cacciavite. Forse la doveva usare il grande puffo perche' altrimenti non mi spiego come sia possibile svitare questo arnese. Per piu' di una volta, mentre cercavo di svitare questa [parola poco carina] di chiave hardware, mi e' venuta voglia di lanciare il PC oltre il macchinario e di gridare modello cavernicolo che ha appena sconfitto un avversario ma la mia parte razionale ha avuto la meglio.
Una volta rimosso questo PC e installato quello nuovo, torno da utOnto.

Io: Ho sostituito i due PC. Posso fare altro visto che sono qua?
utOnto: Abbiamo un altro computer a cui si e' bruciata la scheda madre. Dovresti togliere il disco fisso, collegarlo al mio computer e trasferire alcuni dati che ci sono sopra. E' un problema?
Io: No, assolutamente.

Nota per me: ogni tanto, alla domanda "e' un problema", rispondi "si".

Apro il PC non funzionante e svito il disco fisso. Ovviamente, gli scienziati che hanno chiuso questo affare devono essere parenti con quello che ha progettato la chiave hardware seriale di cui parlavo poco fa perche' oltre ad aver avvitato con quattro viti il disco (due per ogni lato costringendomi a svitare tutto lo svitabile) hanno anche SILICONATO i cavi.
Non ci credete?
Bene, fortunatamente ho fatto alcune foto (sorry per la qualita' ma non potevo perdere troppo tempo). :)





A questo punto pero' avevo gia' abbastanza nervoso quindi ho preso i cavi e li ho tirati a forza. Murphy si deve essere distratto un attimo perche' miracolosamente non si e' rotto nulla, ne' i cavi ne' il disco.

Io: (penso) Bon, ora non resta che collegarlo al PC di utOnto che ho gia' apert... fuuuuuuuuck!

Il "fuuuuuuuuck" deriva dal fatto (e qui sono stato idiota io perche' ci potevo guardare prima) che il PC di utOnto NON ha il supporto Sata e io, tanto per rimanere in tema con la giornata, ho dimenticato in ufficio l'adattatore Sata-USB.
Chiamo in ufficio.

Collega: Si?
Io: Ciao, non e' che puoi dire allo st(R)agista di allungarmi da [cliente] l'adattatore Sata-USB?
Collega: Non c'e' problema. Cinque minuti e arriva.

Mentre attendo l'arrivo dello st(R)agista, spiego la situazione a utOnto.

Io: ... e quindi devo aspettare che arrivi un mio collega con un adattatore.
utOnto: Ok, non c'e' problema. Nel frattempo puoi vedere se questo banco di RAM e' compatibile con quel PC laggiu' in fondo?

Vista la giornata, avrei potuto rispondere benissimo con un "no" ma per scrupolo ho verificato.

Io: (tornando da utOnto) No, non e' compatibile purtroppo.
utOnto: Immaginavo.
Io: (penso) E se lo immaginavi che stra[organo genitale maschile volgarmente detto] mi hai fatto verificare a fare?

Nel frattempo, comunque, e' arrivato lo st(R)agista con l'adattatore quindi apro il portatile, collego il disco e attendo. In effetti attendo un po' troppo visto che dopo cinque minuti il disco non da segni di vita. Riprovo cambiando porta USB e questa volta va meglio nel senso che Windows sembra aver trovato qualcosa ma la gioia e' di breve durata perche' il disco inizia a fare un rumore tipo gatto incazzato rimasto chiuso fuori casa sotto la pioggia a cui un topo ha fregato l'ultima razione di cibo e lo prende pure in giro dall'altro lato di una finestra chiusa. A dire il vero non so come sia un rumore simile ma sicuramente non e' affatto bello.
Un ulteriore test conferma la mia ipotesi. Il disco e' andato.

Io: (rivolto a utOnto) Il disco non ne vuole sapere di partire.
utOnto: Quindi?
Io: O mandi questo disco a una societa' di recupero dati, pagando ovviamente, oppure puoi tranquillamente usarlo come posacenere.
utOnto: (rigirando l'hard disk fra le mani) Ah, ok.
Io: (con un filo di speranza) Se non c'e' altro...
utOnto: Potresti parlare con [utOnto2]? Dice che ha qualche problema al login.
Io: Ok.

Con molta meno speranza rispetto a poco fa, mi reco da utOnto2.

Io: Ciao, mi hanno detto che hai problemi al login?
utOnto2: Si, tutte le volte devo premere control, alt e canc e poi premere invio. Non si potrebbe automatizzare il processo e fare in modo che il PC si accenda senza troppe storie?
Io: (penso) Le "troppe storie" sarebbero utili volendo essere pignoli (dico) Gia' e' molto che non devi inserire una password nel PC. Al massimo posso toglierti il fatto che devi premere ctrl-alt-canc se mi mandi due righe scritte con la richiesta.
utOnto2: Lo faccio subito.

Attendo che la mail venga spedita E che arrivi a destinazione quindi procedo all'operazione.

Io: Ora, quando accenderai il computer, arriverai direttamente alla richiesta della password.
utOnto2: Ma non si puo' togliere? Voglio dire, gia' premo invio senza scriverla, a questo punto tanto varrebbe toglierla.
Io: A dire il vero sarebbe meglio metterla una password anziche' usare l'invio anche perche', in teoria, ci sarebbe pure una legge che ti obbliga a impostarla e cambiarla periodicamente.
utOnto2: (dopo un attimo di silenzio) Ma non si puo' togliere?
Io: No.

Meno male che questa giornata e' quasi finita...

venerdì 13 gennaio 2012

Lo scatolotto bianco

Qualche giorno fa a un nostro cliente e' saltato un Cisco PIX 506E. Fortuna ha voluto che avevano a disposizione un altro apparato di rete quindi, fra bestemmie e una chiavetta USB, sono riuscito a collegarmi e riconfigurare il nuovo (si fa per dire) Cisco per farli lavorare, almeno temporaneamente, finche' non verra' sistemato o sostituito il PIX. Visto che la decisione deve essere presa ai piani alti (aka in una riunione fra commerciali e presidenti illustri), io, povero tecnico, resto in attesa di sapere cosa fare.
Due settimane dopo, il titolare dell'azienda mi chiama.

Nota: In questa azienda lavorano in due. Non per dire, sono proprio in due di numero, titolare compreso.

utOnta Titolare: Stavo controllando l'armadio dove c'e' il server e mi sono accorta che il vecchio firewall e' ancora qui!
Io: Visto che ce l'avete mandato due settimane fa via corriere e noi l'abbiamo anche ricevuto, ne dubito.
uT: Ma non vi abbiamo mandato l'unita' di backup?
Io: L'unita' di backup e' un DAT inserito nel server. Dubito che siate in grado di smontarlo.
uT: Allora mi sa che ho fatto casino. Cos'e' che vi abbiamo mandato?
Io: Il firewall.
uT: Ah, ok.

Questa utOnta e' quella che tutte le sere della settimana inserisce le cassette nel DAT. A mano. Mi domando come sia possibile confonderlo con qualcosa di diverso.
Comunque sia, dopo un po' sembra capire il concetto di "spedito con corriere" e chiudiamo la telefonata ma la pace e' di breve durata perche' un'oretta dopo mi richiama.

uT: Qua ho uno scatolotto bianco, posso staccarlo?
Io: Non sono li', siamo al telefono e non ho la minima idea di cosa sia lo "scatolotto bianco" a cui ti riferisci.
uT: Dovrei attaccare una ciabatta per alimentare una cosa, non posso staccare qualche presa?
Io: No, dall'armadio dove avete server, switch e router non puoi staccare niente.
uT: Ma la corrente gli deve arrivare dal server?
Io: Eh?
uT: Intendevo "dalla ciabatta del server".
Io: No, direi di no. Basta una presa qualunque tanto sono tutte sotto gruppo di continuita'.
uT: Ah, ok, allora ne ho una libera.
Io: (penso) E allora che cavolo mi domandi a fare se ne puoi staccare una?

E anche questa telefonata e' conclusa.
Passano alcuni giorni, il gran consiglio dei dieci assenti si riunisce e delibera che va acquistato un Watchguard X22. Il giorno dopo ho il firewall fra le mani che configuro all'istante e spedisco via corriere guidando poi uT nella faticosa installazione (stacca questo cavo e attaccalo li', stacca quest'altra cavo e attaccalo la'. Fine).
Le cose, durante la mattinata, girano che e' una meraviglia ma durante il pomeriggio uT chiama per lamentarsi di un problema.

uT: Il PC di [utOnta2] e' lento e la colpa e' sicuramente del firewall!

Adoro quando vogliono fare i tecnici.

Io: La cosa e' decisamente impossibile.
uT: E' lento.
Io: Non e' stato modificato nulla sul suo PC. E' stato installato un nuovo firewall che, fra le altre cose, e' tecnicamente meglio del vecchio. Dille di riavviare il computer, vedrai che si risolve.
uT: Ma questa mattina andava bene.
Io: Ok, pero' facciamo che ora le dici di riavviare il PC e vediamo se migliora?

uT mormora qualcosa sul fatto che "la mattina era piu' veloce" poi dice a [utOnta] di riavviare il suo computer. Non l'ho piu' sentita ma immagino sia stato un caso che dopo il riavvio tutto e' tornato a funzionare correttamente. :)

lunedì 19 dicembre 2011

Beata ignoranza

Ricordate quando vi dicevo che stava arrivando l'Apocalisse e quello che era successo prima era solo il ruttino preparatorio? Ecco, questo e' un altro sbuffo preparatorio.
Sono in azienda da solo cercando di risolvere un problema di VPN fra due Cisco quando squilla il telefono.

Io: Buongiorno, sono [io] di [nome ditta].
utOnto: Ciao, ho un problema con il computer. E' da questa mattina che va molto lento e ho gia' provato a riavviarlo ma non e' cambiato nulla. Potresti collegarti?
Io: Si, dammi un secondo.

Mi collego al sistema di controllo, lancio la connessione ma non va a buon fine. Riprovo dopo qualche secondo ma il risultato e' lo stesso.

Io: C'e' qualche problema di connessione. Dovresti aprire il programma che usi per navigare su Internet e andare sul sito che ti diro'.
utOnto: Ok, dimmi pure.
Io: [sito dettato con lo spelling].
utOnto: Pagina non trovata.
Io: Ma l'hai scritto come te l'ho dettato?
utOnto: Sai che non ne sono sicuro?

Come si fa a "non essere sicuro" di un sito dettato con lo spelling non lo capiro' mai. E non e' che ho usato cose tipo "Tango Bravo Delta", ho usato i classici "Torino Bologna Domodossola".

Io: Guarda, facciamo una cosa, ti mando una mail con il collegamento da cliccare cosi' facciamo prima.
utOnto: Grazie, meglio.

Dopo qualche secondo la mail parte e io resto in attesa.

Io: Fra poco ti dovrebbe arrivare, basta che clicc...
utOnto: Oh-oh.
Io: (penso) E ora cos'ha fatto? (dico) "Oh-oh" cosa?
utOnto: La mail mi e' arrivata sul cellulare e non sul PC.
Io: (penso) E dove stra[organo genitale maschile volgarmente detto] sarebbe il problema? (dico) Ok, basta che guardi il sito che ti ho inviato e lo ricopi sul computer.
utOnto: (in panico) Si, pero', come faccio... qua c'e' il sito... poi lo devo ricopiare... e se sbaglio qualcosa?
Io: (penso) Odino, quando - spero - saro' al tuo fianco nel Valhalla, mi spiegherai il perche' di tutto questo (dico) Cosa c'e' di cosi' difficile, scusa?
utOnto: Eh lo sai... sbidiguda antani come se fosse scappellamento a destra bitumato.
Io: Senti, facciamo cosi', ora ti detto nuovamente lettera per lettera e molto lentamente il sito cosi' siamo sicuri di far partire la connessione.
utOnto: (sollevato) Si, grazie.
Io: Scrivi la "H" di Hotel.
utOnto: Fatto.
Io: Scrivi la "T" di Torino.
utOnto: Fatto.
Io: Scrivi la "T" di Torino un'altra volta.
utOnto: Fatto.
Io: Scrivi la "P" di Padova.
utOnto: Fatto.
Io: Digita il simbolo dei due punti.
utOnto: Devo scrivere i due punti o devo mettere un punto dietro a un altro punto.
Io: (penso) AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA (dico) i due punti.
utOnto: Come li faccio?
Io: (penso) Mi prendi per il [parola poco carina] culo? (dico) Cosa vuol dire "come li faccio"?
utOnto: Con la tastiera, intendo. Come li faccio i due punti?
Io: Vuoi dirmi che tu non hai mai digitato i due punti in vita tua?
utOnto: Ma, vedi, nel mio lavoro non e' che servano a molto.
Io: (penso) Odino, non e' che potresti dirmi ORA il perche' di tutto questo anziche' aspettare che io arrivi - spero - nel Valhalla? (dico) Premi lo shift che e' quel tasto con la freccia verso l'alto sotto al tasto invio. Quello per fare le lettere maiuscole per capirci e, tenendolo premuto, premi il tasto con il simbolo dei due punti.

Giuro. Gli ho dovuto spiegare come fare i due punti. Stento ancora a crederci.

utOnto: Capito, grazie della dritta. Poi?
Io: Digita due volte il simbolo della barra del tasto "7" oppure, se hai il tastierino numerico, e' il simbolo della divisione.
utOnto: Ma le due barre devo metterle dopo i due punti?
Io: (penso) No, le devi mettere sulla schiena di tua sorella (dico) Si.
utOnto: Fatto.
Io: Bene, ora ti faro' nuovamente lo spelling lettera per lettera del sito.
utOnto: Ma devo scrivere l'indirizzo tutto uguale come me lo dici tu?
Io: (penso) No, prova a mettere yahoo.com e vedere se invece arrivi alla pagina che ti ho detto io (dico) Si, lo devi scrivere assolutamente identico.
utOnto: Sai, sono un po' ignorantello in materia.

Ma dai?

lunedì 27 dicembre 2010

Lo st(R)agista: Installazione

Oggi mi e' arrivato il computer nuovo! Si, sono decisamente felice considerando che l'altro mio pc, quando aprivo una qualunque pagina web un po' pesante ci metteva quasi 30 secondi (d'orologio, non per dire) a farmela vedere. Visto che possiamo sfrut... ehm... utilizzare ancora lo st(R)agista, il Boss pensa che potrebbe tornare utile in questa occasione.

Boss: E quindi vorrei che fosse lo st(R)agista a installarti il pc.

Io ho afferrato il case e me lo sono stretto al petto quindi ho guardato male il boss.

Io: E' mmiiooooooooo, il mio tessssssssorooooooooo.
Boss: Non fare il cretino. Lo installa lo st(R)agista, tanto cosa vuoi che succeda?

Eccole la', le parole infauste. Visto che non posso dire di no, prendo tutto il necessario e vado dal soggetto in questione.

Io: Dovresti collegare questo pc, vedere che sistema operativo c'hanno montato, al 99% comunque e' XP, e montarci Windows 7. Per "montarci" intendo dire che devi formattarlo prima.
st(R)agista: Ok.

Dopo un po' di tira e molla lascio andare il case e lo vedo allontanarsi quasi certo che non tornera' piu' come prima. Gia' ci vedo, insieme, alle sedute di terapia di gruppo per cercare di farlo tornare quello di un tempo. Scuoto la testa e torno al lavoro ma dopo neanche due minuti lo st(R)agista si presenta alla mia scrivania.

st(R)agista: C'e' XP.
Io: Bene, la cosa mi riempie di gioia.

E mi rimetto a lavorare. Dopo qualche secondo sento un colpo di tosse alle mie spalle.

Io: Si?
st(R)agista: Cosa devo fare?
Io: Finisci l'installazione di XP prima di tutto quindi vieni da me, io ti do Windows 7 e vai avanti. Come ti avevo detto prima, fra l'altro.
st(R)agista: Ok.

E mi rimetto a lavorare. Ora, per chi non avesse mai completato l'installazione di un Windows XP da un pc nuovo, sappia che e' un'operazione da 5 minuti scarsi. Toh, stiamo sull'abbondante, facciamo 10. Quindici se il suddetto pc va a carbone, ma non di piu'.

Passano 15 minuti...
Passano 25 minuti...
Passano 40 minuti...

Io: (penso guardando l'orologio) Ma che cacchio sta facendo?

Cosi' vado alla ricerca dello st(R)agista sperando di ottenere qualche scusa interessante. Quando apro la porta della sala macchine dove si e' rinchiuso lo vedo abbassare di colpo la pagina web di un sito di giochi online ma nel farlo, purtroppo, gli rimane attivo il solitario di Windows con una partita iniziata da un po'.

Io: (penso) Non ti azzardare a giocare e cazzeggiare con il MIO nuovo pc (dico, colto da un inspiegabile attacco di bonta') Non stare a scaricare aggiornamenti, tanto devi formattare e installare Wind...
st(R)agista: Si, si, lo so.

Contiamo fino a tre che e' meglio. Uno, due, tre...

Io: Questo (lanciandolo sulla scrivania) e' Windows 7. Installalo e APPENA hai finito di installarlo mi chiami, ok?
st(R)agista: Si, si, ok.

Torno alla mia postazione e dopo dieci minuti lo st(R)agista e' di ritorno.

st(R)agista: Ci sono delle opzioni da impostare.

Vado in postazione e le "opzioni da impostare" sono l'ora, il fuso orario e tutte quelle menate che ti chiede Windows la prima volta che lo installi. Guardo lo st(R)agista senza dire niente ed imposto le suddette opzioni quindi torno alla mia scrivania ma dopo cinque minuti...

st(R)agista: C'e' il nome utente da impostare.
Io: Senti, visto che qua siamo in un dominio con Active Directory puoi impostargli lo username che ti pare tanto poi utilizzo l'utente di dominio.
st(R)agista: ...
Io: Ok, ok, ho capito.

Vado alla tastiera, inserisco il fantastico username "pippo" (no, la password non l'ho impostata a "123") e lascio i comandi.

Io: Ok, direi che ci siamo. Ora installami (orrore, schifo, disgusto ma, purtroppo, obbligatorio) il pacchetto Office. Ti chiedo solo la cortesia di non fare l'installazione standard perche' alcune cose non mi serv...
st(R)agista: Si, si, lo so.

Se, secondo voi, questo "si, si, lo so" risulta un po' odioso concordo perfettamente, ma l'alternativa sarebbe quella di colpire st(R)agista con un oggetto molto pesante e mi hanno detto che non si puo' fare. Purtroppo.
Torno alla mia scrivania e mi rimetto a lavorare. Dopo dieci minuti, pero', non ho nessuna novita' quindi decido che e' il caso di vedere cosa sta succedendo. Entro in sala macchine e vedo l'installazione di Office che e' quasi terminata.

Io: (indicando il monitor) Beh?
st(R)agista: Che c'e'?
Io: Che installazione hai fatto?
st(R)agista: Quella standard, perche'?
Io: (con un forte impulso a mandarlo [posto molto lontano e poco carino]) Finita l'installazione stacchi tutto, ma lasci il cd di Office dentro quindi porti tutto sulla mia scrivania.
st(R)agista: Ma gli aggiornamenti?
Io: Quelli li faccio io.
st(R)agista: Ma...
Io: Cosa c'e' che ti sfugge nella frase "finita l'installazione porti tutto sulla mia scrivania"?
st(R)agista: Niente.
Io: Perfetto.
st(R)agista: Avrei una domanda, se non ti dispiace.
Io: Dimmi.
st(R)agista: Come si spegne?
Io: Eh???

Poi capisco. Il sistema operativo e' installato in inglese e lo st(R)agista a quanto pare ha difficolta' a capire la differenza fra parole tipo "Shut down", "Restart" o "Sleep". Il fatto che, ovviamente, la scritta "Shut down" sia quella di default non fa squillare nessun campanello d'allarme nella testa dello st(R)agista.

Io: Shut down.
st(R)agista: Grazie.

Dopo cinque minuti scarsi ho ottenuto il controllo del mio pc. La nota positiva e' stata che alla sera, quando Boss mi ha domandato com'era andata l'installazione e io gli ho detto del cazzeggio e degli altri problemi, non e' stato proprio soddisfatto.